Costellazione di Orione stilizzata

Costellazione di Orione stilizzata

Orione il cacciatore, si trova nella sua elevazione massima {all’orizzonte nei mesi invernali; sorge nelle prime ore della notte verso sud-est per tramontare verso ovest-sud-ovest; è il dominatore delle notti invernali sia per la sua estensione che per la propria brillantezza.

Orione è così facilmente individuabile che viene usata per orientare l’identificazione delle stelle e costellazioni che gli stanno intorno.
La costellazione è formata da molte stelle non tutte facilmente distinguibili ad occhio nudo. Normalmente per individuare Orione si fa riferimento solo a sette stelle: le tre che rappresentano “la cintura di Orione”, molto brillanti di uguale grandezza e vicinissime fra loro, le due che identificano “le spalle” e si trovano a sinistra (Beltegeuse) e a destra (Bellatrix); Beltegeuse è la più luminosa di tutta la costellazione. Sotto “la cintura” opposte alle spalle vediamo Saiph a sinistra e Rigel a destra che simboleggiano .”i piedi di Orione”. oltre a queste sette stelle già nominate fanno parte di Orine altre tre piccole stelle che sembrano pendere dalla cintura e delineano “la spada di Orione”,inoltre una piccola stella vicino al piede destro (per chi guarda) che potrebbe raffigurare un pugnale legato alla caviglia,un’altra tra le spalle che configura la testa e altre sei a destra che effigiano l’arco del cacciatore con la freccia incoccata.

UN CARTELLO STRADALE NELLE GELIDE NOTTI

Orione un cartello stradale del cielo

Orione un cartello stradale del cielo

Partendo da Orione si possono identificare numerose altre costellazioni, con un po’ di pratica e tenendo presente che le rette immaginarie a cui faremo riferimento sono adagiate sulla volta celeste e quindi si devono adeguare ad una curvatura tanto più accentuata quanto più ci si allontana dalla e Costellazione di riferimento,e ricordando che la destra e la sinistra sono sempre considerate per chi guarda Orione dal nostro emisfero: quello Boreale.
Prendendo in considerazione la retta immaginaria che passa per le tre stelle della “cintura” verso sinistra si arriva a Sirio (magnitudine -2), la stella più luminosa del cielo notturno e appartenente alla costellazione del Cane Maggiore.
Nel prolungamento della linea dall’estremità sinistra della cintura” alla spalla destra (per chi guarda) si trova la rossastra Àldebaran, la stella più luminosa della costellazione del Toro, più oltre troviamo le Plèiadi e poi la costellazione dell’Ariete.
Prolungando la diagonale da Rigel (magnitudine 0) a Beltegeuse (magnitudine 0-1) verso l’alto incontriamo Castore difronte a Polluce (entrambe di magnitudine 1).
La diagonale opposta, da Saiph (magnitudine 3) a Bellatrix ( Magnitudine 2) attraversa la costellazione del Toro per arrivare a lambire la costellazione di Perseo.
Se tracciamo una retta congiungente le due spalle verso sinistra troviamo Procione (magnitudine 0) della costellazione del Cane Minore; da notare che Sirio Beltegeuse e Procione formano un perfetto triangolo equilatero.
Una semiretta con origine da Rigel e passante per Bellatrix attraversa al centro la costellazione dell’Auriga (o Cocchiere) di cui la stella più luminosa è Capella (magnitudine 1), e indica una direzione leggermente più a destra (Est) del Nord.
Vi sono una serie di costellazioni che potrebbero essere individuate sotto Orione, ma alle nostre latitudini non riescono mai ad essere sufficientemente visibili sopra l’orizzonte, tranne in Cane Maggiore di cui, come si è detto, fa parte Sirio e la costellazione della Lepre (o Levriero) situata proprio in mezzo, sotto i piedi del grande cacciatore.

IL MITO: UN CACCIATORE DI DONNE E COLOMBE

Orione in cerca del Sole Nascente, Poussin

Orione in cerca del Sole Nascente, Poussin

Intorno a Orione vi sono molte storie e non tutte coincidenti. Di sicuro nacque dalla madre terra.

Si racconta che tre dei Zeus, il re dell’olimpo, Poseidone il dio del mare,ed Ermes,il messaggero degli dei,entrarono in una casa di un uomo famoso per la sua ospitalità, Ireo l’apicoltore secondo alcuni, Enopione, colui che ha a che fare con il vino secondo altri.

L’ospitalità fa tale che per accontentare il desiderio del i.oro ospite di avere un figlio, versarono il loro seme in un otre fatto con la pelle di un toro sacrificato ed ordinarono ad Ireo,o Enopione, di nasconderlo sotto terra.

Dopo dieci mesi dalla madre terra nacque il gigantesco Orione.
Orione quando fu un po’ cresciuto, in stato di ubriachezza aveva fatto irruzione nella camera di Merope,moglie di Enopione e quindi sua, matrigna.

Nell’antichità la violazione veniva spesso punita con la cecità, basti pensare ad Edipo. Infatti Enopione accecò Orione ancora ubriaco e lo gettò su di una spiaggia. Svegliatosi in una spiaggia dell’isola di Chio, Orione udì il rumore dell’officina ove lavoravano dei fabbri agli ordini di Efesto, nell’isola di Lemno, e considerata la sua gigantesca statura guadò il mare.

Orione sarebbe potuto guarire dalla sua cecità solo se avesse esposto da vicino le orbite degli occhi al sole nascente.
A Lemno convinse il nano Chedalione, maestro di Efesto, a fargli da guida e presolo sulle spalle si avviò ad incontrare Elios, il sole nascente che lo guari.

Orione volle tornare per vendicarsi del padre, ma questi si era rifugiato sotto terra in una stanza di bronzo.
A questo proposito vale la pena di ricordare che Merope potrebbe essere uno dei nomi, come Era,della stessa madre terra. Orione aveva violato sua  madre, ed ora Enopione era protetto dalla sua sposa. Così Orione senza più casa se ne andò per il mondo a caccia.

Asse Sirio Orione Aldebaran Pleiadi

Asse Sirio Orione Aldebaran Pleiadi

Un giorno in una radura incontrò sette bellissime fanciulle, dame di compagnia di Artemide, la vergine cacciatrice: erano le Pleiadi, figlie di Atlante, colui che regge il Mondo sulle spalle, e di Pleione, un’oceanina. Orione vedutole si mise subito ad inseguirle per approfittane con una tale foga che esse si rivolsero a Zeus che dapprima le trasformò in colombe (in greco: peleiades).

Visto che Orione continuò ad inseguirle per cinque o sette anni, non si sa bene, attraverso tutta la Beozia, alla fine pensò di. trasformarle in una costellazione così da metterle fuori portata del tenace cacciatore.

Artemide evidentemente rimase colpita da tanta forza e decisione e si innamorò di Orione. Apollo, fratello dell’eternamente vergine, alquanto ingelosito, fece le sue rimostranze, ma visto che Artemide ignorava i suoi rimbrotti, giocò di astuzia.

Un giorno,scorta la testa di Orione all’orizzonte, Apollo sfidò la dea a colpirla con un lancio del disco; Artemide che non aveva riconosciuto il suo amante scagliò il disco e lo uccise, ma poi disperata lo elevò fra le stelle.

Così Orione si ritrovò a portata delle Pleiadi, e l’inseguimento continua tuttora.

Mario Maria Molinari