19 Maggio 2020

ARCEVIA/4 PALAZZO E CAUDINO, MONTE SANT’ANGELO, SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE GRAZIE

la Voce Misena
1 maggio 2014
due passi in collina 3

Castelli arceviesi Piccoli, verdi castelli

ITINERARI

Tra il verde e centri storici di grande suggestione.

Nella gita di questa settimana , prendendo la Strada Provinciale 14, da Castelleone di Suasa verso Arcevia, arriveremo a Palazzo di Arcevia che si trova arroccato a 516 metri sul livello del mare su un poggio alle pendici del Monte Caudino.

Fu fondato nella seconda metà del ‘300 e presenta una struttura urbanistica singolare sviluppatasi lungo le linee di livello delle pendici del monte. E’ dotato di possenti tratti di mura in pietra e cotto e di una bella porta d’accesso quattrocentesca.

Da ammirare sono la chiesa parrocchiale dei Santi Settimio e Stefano della prima metà del 1700. E’ un’imponente costruzione tardo barocca, probabilmente opera di un esponente della famiglia di architetti Vici, originari di Palazzo, con splendidi altari marmorei e una bella tela settecentesca di scuola veneta.

Vicino alla chiesa, l’Oratorio Privato di S. Venanzio (1751-’59) fu eretto su progetto di Arcangelo Vici, ed è decorato all’interno con affreschi interessanti.

Uscendo da Palazzo in direzione di Arcevia, ma girando subito a destra, si arriva, dopo meno di 6 chilometri, a Caudino, che essendo stato elevato al rango di castello agli inizi del 1400, è uno dei castelli più tardi di Rocca Contrada, il vecchio nome di Arcevia.

Caudino di Arcevia
Caudino di Arcevia

Conserva il pittoresco portale d’accesso e parte dell’antica struttura fortificata. Al centro del paese c’è la parrocchiale con il nuovo titolo di S. Stefano martire che fu edificata nel 1766. Costruita affianco all’antica torre campanaria, ha un unica navata.

Sull’altare a destra entrando, conserva un interessante affresco di buona mano, rappresentante la Madonna di Loreto e Santi, degli inizi del XVII sec., molto probabilmente proveniente dall’antica parrocchiale di S. Simone e attribuibile a G. G. Pandolfi da Pesaro.

Da osservare ancora l’altare scolpito in legno di produzione locale ed in sacrestia un S. Stefano ad olio su tela di A. Lombardi (1898).

Uscendo dalla chiesa e dirigendosi fuori dell’abitato si arriva al santuario dedicato a S. Biagio, patrono di Caudino, che fu costruito nel 1763 e restaurato nel 1885. Nell’altare maggiore vi è un quadro con S. Biagio in atto di guarire dal mal di gola una giovinetta morente tra le braccia della madre, di autore ignoto dell’800.

Nel 1886 furono rifatti il pavimento e la facciata con nuova porta e l’interno abbellito di ornati e stucchi. Fu collocata anche la tela di S. Simone quale memoria dell’antico titolo parrocchiale.

Caudino si trova poco lontano da Costa d’Arcevia con cui condivide la Parrocchia intitolata a S.Maria Immacolata e S. Stefano.

Sul Monte Sant’Angelo, dove a metà pendio sorge solitario il Santuario della Madonna delle Grazie, sorto tra il 1450 e il 1468.

Santuario della Madonna delle Grazie di Arcevia
Santuario della Madonna delle Grazie di Arcevia

Si trova al termine di una strada bianca lunga 2 o 300 metri che s’imbocca dalla strada asfaltata. All’interno della piccola chiesa, l’altare maggiore racchiude in una nicchia l’antica e venerata immagine della Vergine delle Grazie scolpita in legno alla fine del 1200.

Grande è la devozione dei cittadini del Comune di Arcevia verso questo Santuario. Ogni anno la statua viene trasportata in Arcevia nella Collegiata di S. Medardo per il mese mariano e a settembre si celebra la sua festa con un pellegrinaggio. Nelle domeniche di Luglio ed Agosto vi si celebra una messa serale.

Da Certopiano di Costa sale la strada che porta alla sommità del monte. In prossimitàun monumento ricorda l’eccidio di Monte Sant’Angelo, che fu una strage nazifascista compiuta il 4 maggio 1944, nella quale vennero uccisi 63 tra civili e partigiani italiani.

Casa Mazzarini eccidio di Monte Sant'Angelo
Casa Mazzarini eccidio di Monte Sant’Angelo

Sulla vetta del Monte Sant’Angelo, già monte Camiliano, si trova la chiesa di Sant’Angelo, già Abbazia di San Michele Arcangelo, ultimamente ben restaurata per munificenza della famiglia Alfonso Ciarmatori, tanto cara agli abitanti di Arcevia e del vasto territorio circostante, luogo di incontro e di preghiera anche per la Polizia di Stato.

È dedicata a San Michele Arcangelo, patrono longobardo. In epoca medievale, già dal 1024 l’abbazia era un importante luogo di culto, con alle sue dipendenze diverse chiese e conventi della zona.

Chiesa di Sant’Angelo sul Monte Sant’angelo di Arcevia

Nel tempo il convento è passato dai benedettini ai camaldolesi, ma dal ‘600, ha perduto lentamente importanza, finendo progressivamente in rovina.

Nelle giornate limpide, da qui si riesce a vedere la Repubblica di San Marino, il Montefeltro, il monte Nerone, il monte Strega, il monte Catria, il monte Cucco, i monti Sibillini e il Gran Sasso. Il mare si visualizza da Rimini fino al confine con l’Abruzzo.

Pagina a cura di Mario Maria Molinari

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