19 Maggio 2020 Nidastore di Arcevia

ARCEVIA /7 NIDASTORE, LORETELLO E SAN PIETRO IN MUSIO

la Voce Misena
18 settembre 2014
Due passi in collina 3

Castelli arceviesiPiccoli manieri attorno

ITINERARI

Storia ed arte in miniatura

La Voce Misena vi porta a visitare i 3 Castelli di Arcevia che si trovano dalla parte della Valle del Cesano. Provenendo da Senigallia conviene approcciarli da Castelleone di Suasa percorrendo la Strada Provinciale 14 che porta ad Arcevia.

Usciti da Castelleone dopo qualche chilometro, prendendo a destra ad un incrocio si arriva Nidastore, svoltando a sinistra invece si arriva a Loretello. Il castello di Nidastore deriva il suo nome da “nido degli astori”, ossia dei falchi, che venivano usati per la caccia nel Medioevo.

E’ il castello più settentrionale di Arcevia, ai confini con la provincia di Pesaro. Sorse verso la metà del XII secolo e fu da sempre conteso tra il Vescovo di Fossombrone e e quello di Rocca Contrada, l’antico nome di Arcevia. Nel 1408 il castello venne concesso al nipote del Vescovo Raniero di Taddeo dei Ranieri di Pesaro, che venne ucciso da fuoriusciti da Rocca Contrada. A questa vicenda è legata la tradizione secondo cui il Ranieri sarebbe stato ucciso dagli stessi abitanti di Nidastore in seguito alla pretesa dello stesso di esercitare lo jus primae noctis sulle loro spose.

Nel 1462 il castello fu definitivamente riconosciuto a Rocca Contrada da Pio II. Molto bella è la cinta muraria ben conservata su cui poggiano direttamente le abitazioni e alcuni palazzi con portali cinquecenteschi e seicenteschi in ottimo stato di conservazione.

Nella piazzetta centrale si trova la chiesa che in passato è stata dedicata a San Sebastiano e a San Vincenzo martire, mentre oggi è intitolata a S. Maria Assunta, che è anche il titolo della Parrocchia a cui appartiene e che fa parte della Diocesi di Fano – Fossombrone – Cagli – Pergola.

Piazza di Nidasore
Piazza di Nidasore

Piazza di Nidasore

Dalla piazza sulla quale si affaccia la chiesa ed il palazzo signorile si dipartono due vie in direzione sud, pavimentate in parte in asfalto e in parte in pietra dove si affacciano le abitazioni a schiera, di due o tre piani.

Alcuni edifici sono realizzati in laterizio, altri in pietra mentre altri ancora hanno le facciate completamente intonacate. L’accesso al paese avviene da nord, mediante una strada asfaltata.

Tornando indietro e attraversando la provinciale si arriva allo splendido castello di Loretello, che sorge su un poggio a 300 metri d’altezza e dista circa 15 km da Arcevia. Tra i castelli del territorio rimasti è quello più antico: nominato per la prima volta nel 1072, edificato insieme alla chiesa di S. Andrea, che ora appartiene alla parrocchia di S. Maria Assunta, dai monaci di Fonte Avellana, divenne possesso di Rocca Contrada nella seconda metà del ‘200.

Loretello di Arcevia
Loretello di Arcevia

Loretello di Arcevia

Bellissimo da vedere lo spettacolare ponte d’accesso in laterizio e il grande torrione circolare entrambi del 1400, con ancora visibili gran parte delle feritoie. Notevole la cinta muraria in laterizio, interamente percorribile, tra i migliori esempi di architettura militare della provincia.

Il castello di San Pietro in Musioche che sorge su un poggio di 354 metri d’altitudine a breve distanza da Loretello, viene menzionato per la prima volta nel 1230, quando alcuni suoi abitanti fecero atto di castellania a Rocca Contrada. Pressoché invariato nel suo impianto urbanistico quattrocentesco, conserva però poche tracce delle strutture murarie originarie.

San Pietro in Musio di Arcevia
San Pietro in Musio di Arcevia

San Pietro in Musio di Arcevia

Rimangono la cinta muraria a scarpa in laterizio con il camminamento di ronda, senza alcun accenno a torricini e sporti.

La chiesa di Chiesa Dei SS. Pietro e Ubaldo del secolo XVII, si presta ad un gioco di parole perchè è dedicata a S. Pietro fuori le mura e venne costruita dentro le mura del castello di San Pietro in Musio.

Appena fuori le mura vi è il Santuario della Madonna di Montevago del XVI secolo, dove si conserva la bella immagine mariana affrescata da Venanzio da Camerino e Piergentile da Matelica.

pagina a cura di Mario Maria Molinari

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