19 Maggio 2020

CORINALDO/3 SANTA MARIA DEL PIANO

La voce misena
6 febbraio 2014
due passi in collina

Corinaldo

Santa Maria del Piano

ITINERARI
Santa Maria del Piano, scrigno di storia antica che rivive ogni giorno

Santa Maria del Conforto a Madonna del Piano di Corinaldo, è chiamata anche S. Maria in Portuno dal nome dell’ Abbazia che vi si trovava nell’XI secolo.

Dietro l’altare si trova “La Maddalena ai piedi della Croce”, dipinta da Claudio Ridolfi, una delle opere pittoriche più pregevoli dell’intero panorama artistico di Corinaldo, che ha fatto ritorno a casa alla fine di gennaio dopo essere stata esposta nella Mostra di Osimo, “da Rubens a Maratta”, dove è stata molto apprezzata dal prof. Vittorio Sgarbi, presidente del comitato di studio ed autore del catalogo.

Il dipinto eseguito nella prima metà del XVII secolo con la tecnica dell’olio su tela, posto al centro dell’abside, raffigura il Cristo crocifisso con ai piedi la Maddalena.

Santa Maria del Piano a Corinaldo

“Stiamo parlando – dice don Giuseppe Bartera, parroco di Corinaldo – di una delle opere pittoriche più importanti, se non la più importante, del Ridolfi. In particolare, ciò che mi colpisce maggiormente coincide con lo sguardo di mera intimità sprigionato dagli occhi della Maddalena in direzione di Gesù. Come ben sappiamo dalla storia, Gesù stesso amò la Maddalena in modo unico, assoluto, incondizionato. E lo sguardo stesso, indirizzato a Gesù dai piedi delle croce, implica un rapporto di amore totale”.

Navata di Santa Maria del Piano a Corinaldo

Al nome di Ridolfi, che nacque a Verona nel 1570 per stabilirsi, successivamente, a Corinaldo, dove affinò e migliorò sensibilmente la propria arte pittorica e dove morì nel 1644, è stata intitolata anche la pinacoteca di Corinaldo, che contiene circa 60 delle sue opere e ha sede in alcune grandi sale poste al piano superiore dell’ex convento delle Benedettine, prospiciente la piazza del Cassero, a lato della chiesa dell’Addolorata.

La Chiesa di Madonna del Piano, contiene anche due piccoli affreschi tardo quattrocenteschi, entro nicchie, rappresentanti la “Madonna del Latte” a cui si aggiunge un terzo affresco denominato “La Madonna del conforto” il cui culto è testimoniato da ex-voto, in legno e metallo, risalenti anche alla fine del 1800, che rappresentano esempi di devozione popolare e narrano vicende quotidiane.

Affresco di Santa Maria del latte a Santa Maria del Piano

Un grande tesoro ancora da scoprire nella sua interezza sono i resti archeologici di edifici romani che precedettero, nello stesso luogo, la costruzione della stessa Abbazia di Santa Maria in Portuno, a due passi dal fiume Cesano, e per la cui costrizione furono reimpiegati elementi architettonici di età romana, fra cui capitelli, basamenti e colonne.

Nei locali adiacenti la chiesa c’è un piccolo museo archeologico aperto nei giorni festivi dalle 9 alle12 e dalle 13 alle 20 a cura del circolo Acli di Madonna del Piano.

Resti archeologici dell’Abbazia di Santa Maria in Portuno

I ricercatori della Facoltà di Archeologia dell’Università di Bologna, coadiuvati dal professor Giuseppe Lepore, con la supervisione della Soprintendenza Archeologica delle Marche e il contributo e la collaborazione dell’Amministrazione Comunale. “Grazie al lavoro meticoloso e professionale dei ragazzi della nostra Università – sottolinea il professor Lepore – si sta riportando alla luce un’antica, preziosa vasca che poteva contenere una considerevole quantità di acqua; è dell’età augustea e doveva appartenere con ogni probabilità ad una villa rustica.

Per visitare gli scavi per cui si sono già succedute numerose campagne di scavo occorre rivolgersi a Enzo Angeletti che volontariamente e generosamente rende visitabile il sito.

pagina a cura di Mario Molinari

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