19 Maggio 2020 Ripe di Trecastelli

RIPE: NEL PRIMO DEI ‘TRECASTELLI’

la Voce Misena

10 luglio 2014

3 settembre 2015

due passi in collina

ITINERARI

Nel ‘paese dei mestieri’ un breve percorso tra arte sacra e musei La Chiesa Parrocchiale di San Pellegrino, il Museo Nori de Nobili, una verde campagna.

Ripe di Trecastelli, il Paese dei Mestieri, dove convivono realtà artigiane altrove scomparse, che ancora oggi costituiscono un potenziale creativo alla base dell’economia del paese. Numerosi artigiani sono disponibili a ricevere turisti e visitatori nei propri luoghi di lavoro per coinvolgerli personalmente nelle arti di cui sono maestri.

Piazza Leopardi a Ripe di Trecastelli

Punto di sintesi delle attività del paese è la piazza Leopardi. Il palazzo comunale e la sua torre si ergono sulla piazza dominandola da un colle che si presenta impervio e ripido sui quattro lati, ed è raggiungibile solo attraverso un ponte da un lato, o dal lato opposto, tramite una ripida scalinata ricavata sopprimendo il puntone nord delle mura di cinta.

Sulla punta dell’antica torre campanaria si trova la “Ventola” in ferro che riporta la data del 1141 ed è il primo riferimento di Ripe come comunità civile. Accanto ad essa si trova l’immagine di San Pellegrino, patrono di Ripe.

Nel versante orientale di piazza Giacomo Leopardi, nel cuore del centro storico di Ripe, si trova Chiesa Parrocchiale di San Pellegrino che è stata riaperta nell’agosto del 2015 dopo un importante restauro conservativo, iniziato nel settembre 2014 e commissionato dal parroco don Paolo Campolucci e dal vice parroco don Filippo Savini, è stato seguito dall’Architetto Tonino Sartini coadiuvato dalla collega Giulia Vichi.

I lavori, eseguiti principalmente da imprese locali, hanno interessato la copertura, le decorazioni e gli ambienti sotterranei nei quali è stata ricavata una cappella dedicata a San Giovanni Paolo II, nuovo patrono della neonata Comunità di Trecastelli.

La chiesa parrocchiale di S.Pellegrino vescovo e martire, fu costruita nel 1783 su progetto del pievano Borbiconi. A destra della chiesa si eleva il campanile rivestito da muro con mattoni faccia a vista. Sopra la cella campanaria di fine disegno, si alza la cuspide in muratura realizzata nel 1899. L’interno rappresenta il momento di passaggio dal barocco del ‘700 al più essenziale stile neoclassico.

La navata centrale è affiancata da due laterali che si aprono con archi a tutto sesto sostenuti da colonne doriche. La Chiesa è sorta sull’antica antica Chiesa di Santa Maria del Ponte che era presso l’antico ponte levatoio di accesso al castello che ora è costruito in muratura. L’attuale Chiesa di San pellegrino venne costruita recuperando in parte i materiali di altre quattro chiese. I quattro altari laterali nella chiesa parrocchiale di San Pellegrino ricordano le chiese demolite.

La Chiesa di S. Maria con il quadro della Madonna del Rosario nel secondo altare a sinistra contornata da 15 storie; la Chiesa del SS. Sacramento nel secondo altare a destra; la Chiesa di San Rocco con il quadro della Madonna del Carmine con San Rocco e San Sebastiano del 1476 nel primo altare a destra.

Il quarto altare a sinistra era quello di San Giovanni Battista che si venerava nell’antica chiesa di San Pellegrino detta “delle colonne”, in questo altare attualmente si venera l’immagine della Madonna del Soccorso.

Nell’abside si può ammirare una grande tela raffigurante San Pellegrino, in toga rossa. Sopra l’ingresso si trova la cantoria che ospita un pregiato organo Callido del 1792.

Muovendosi un poco, ma senza abbandonare piazza Leopardi si arriva al Museo Nori De’ Nobili, che rappresenta il punto di partenza per la riscoperta critica della pittrice marchigiana, a lungo, ingiustamente, dimenticata nel panorama artistico contemporaneo.

Autoritratto di Nori De’ Nobili ‘tragica donna che non fu mai doma’

E’ allestito presso il Villino Romualdo nel centro di Ripe e conta circa settanta dipinti che permettono di attraversare il percorso artistico e il vissuto della pittrice, dagli anni della formazione giovanile e della prima maturità artistica, fino all’evoluzione della seconda fase della sua vita.

Villino Romualdo sede del Museo Nori De’ Nobili

Il museo è un’importante spazio culturale e artistico inaugurato il 7 ottobre 2012, che si trova all’interno di un edificio della seconda metà dell’ottocento, che fino al 1946 fu residenza privata dell’allora Sindaco Nazareno Sceral, il quale lo dedicò a suo figlio Romualdo, per poi lasciarlo in dono alla comunità affinché venisse utilizzato per scopi sociali e culturali.

Alcuni autoritratti di Nori De’ Nobili esposti nell’omonimo Museo a Ripe di Trecastelli

Il Museo è anche sede dell’archivio storico della pittrice, che conta oltre millequattrocento opere, ed è anche Centro Studi sulla Donna nelle Arti Visive Contemporanee. Vi si svolgono numerose attività: dai laboratori didattici per ragazzi e bambini di diverse età, ad eventi culturali legati al mondo di Nori De’ Nobili e alle arti in generale, ampiamente concepite nelle diverse declinazioni di musica, poesia, pittura e fotografia.

pagina a cura di Mario Maria Molinari

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