19 Maggio 2020

SENIGALLIA/1 SANTA MARIA DELLE GRAZIE

la Voce Misena
12 febbraio 2015
due passi in collina 3

Bellezza in collina

ITINERARI

Un luogo suggestivo, arricchito da tante arte e storia rinascimentale. Tra quadri eccellenti e musei da vedere

La Voce Misena propone una gita vicinissima a uno dei monumenti imperdibili per chi visita Senigallia: la chiesa di Santa Maria delle Grazie e il relativo convento.

Nella chiesa originariamente era collocata la Pala d’altare del Perugino: Madonna col Bambino e i Santi Giovanni Battista, Ludovico, Francesco, Pietro, Paolo e Giacomo Maggiore che è stata l’indiscussa protagonista nel 2014 della mostra La Grazia e la Luce ora temporaneamente ricoverara nella Pinacoteca Diocesana di Senigallia.

Pala d’altare del Perugino Madonna col Bambino e i Santi Giovanni Battista, Ludovico, Francesco, Pietro, Paolo e Giacomo Maggiore, Senigallia

La tavola eseguita da Pietro Vannucci, detto il Perugino, conservata alla Grazie, rappresenta una delle testimonianze artistiche più importanti della nostra regione ed è una delle opere pittoriche più belle e misteriose della storia dell’arte italiana. Claudia Caldari, Ispettrice della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici delle Marche ha presentato una approfondita relazione sul dipinto del Perugino, che ha una storia simile all’altra tavola del Perugino conservata nella chiesa di Santa Maria Nova, San Salvatore di Fano.

Madonna del Perugino Chiesa di Santa Maria Nova, San Salvatore di Fano

Le due tavole si differenziano per la presenza di due soli santi diversi e per il paesaggio campestre di quella di fanese mentre nella tavola di Senigallia il paesaggio è marino.

E’ stata restaurata grazie al contributo di un gruppo d’imprenditori locali, che hanno chiamato il progetto: ‘L’Economia della Bellezza’, per sottolineare come un bene culturale rappresenti un valore aggiunto per il territorio e un bene comune da proteggere e tutelare insieme: istituzioni, associazioni culturali e imprese economiche. I 9 i imprenditori marchigiani, finanziatori del restauro:

Giuliano De Minicis – dmpconcept di Senigallia, Tonino Dominici – Boxmarche di Corinaldo, Armando Elisei – Somipress, Giovanni Zannini – Zannini, di Castelfidardo, Giovanni Fileni – Fileni di Cingoli, Genuino Galassi – Sige di Polverigi, Sandro Paradisi – Paradisi di Jesi, Giovanni Rocchetti – Omce di Ripe, Giovanni Tesei – T& 6 di Monte Roberto e Valentino Valentini – Uniform di Ancona, che hanno stanziato oltre 28 mila euro.

La chiesa di Santa Maria delle Grazie, e il relativo convento, furono fatti edificare da Giovanni Della Rovere su una collina a ridosso di Senigallia, per ringraziare la Madonna delle Grazie e San Francesco di avergli ‘donato’ un figlio maschio, Francesco Maria I Della Rovere, nato il 25 marzo 1490, giorno in cui si ricorda l’Annunciazione.

Ritratto di Giovanni Della Rovere conservato nellasala Giunta del comune di Senigallia

Un anno dopo la nascita di Francesco venne iniziata da Baccio Pontelli la costruzione del convento, e i lavori terminarono solo nel 1684, anche se già dal 1492 fu concesso ai francescani di usufruire della struttura.

Ritratto di Francesco Maria I Della Rovere Duca di Urbino

Il progetto iniziale di fare due grandi chiostri venne ridimensionato diminuendo le dimensioni di uno dei due; il maggiore è circondato da 28 lunette risalenti al 1598 raffiguranti, tramite affreschi, la vita e i miracoli di San Francesco, opera del novarese Petrus Franciscus Renulfus.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Senigallia

Nel 1501 vi venne sepolto Giovanni della Rovere. Fino al terremoto del 2016 nell’abside della chiesa si poteva ammirare la pala d’altare del maestro pievese chiamato il Perugino ora esposta alla Pinacoteca diocesana di Senigallia.

All’interno una volta era sistemata la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca, ora visibile nella Galleria Nazionale delle Marche ad Urbino.

Madonna di Senigallia di Piero della Francesca

Oggi una parte del convento ospita il Museo di Storia della Mezzadria. intitolato al suo ideatore e curatore scientifico Sergio Anselmi, che lo ha diretto dal 1978, data di apertura, al 2003.

Il Museo documenta la quotidianità di vita e di lavoro nelle campagne marchigiane nella prima metà del Novecento. Immerso nel verde delle colline di Senigallia lo straordinario Museo comunale dal 1978 è punto di riferimento per conoscere la quotidianità di vita e di lavoro nelle campagne marchigiane nella prima metà del Novecento con circa 2.000 oggetti esposti.

Museo della Mezzadria Grazie di Senigallia

Una quotidianità scandita dal rapporto padrone-contadino, comune alle regioni come le Marche con prevalente organizzazione mezzadrile dei poderi fin dal XIV-XV secolo, illustrata in trenta ambienti a tema.

Nel Museo è possibile vedere anchel’Antiquarium Luisa Pieroni: vetrine con reperti dall’età del ferro all’età romana rinvenuti nel territorio di Montedoro;

fotografie di Mario Giacomelli; fotografie di Mario Carafòli; fotografie di Umberto Gennari; quadri di Vittorio Ottavio Giuliani (Giviot).

Mario Giacomelli Presa di coscienza sulla natura Paesaggio agricolo marchigiano 1985

Nel Museo è possibile consultare su appuntamento la biblioteca con libri appartenuti a Sergio Anselmi e la biblioteca con libri di agricoltura e di storia della regione Marche.

pagina a cura di Mario Maria Molinari

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