19 Maggio 2020 Facciata di Palazzo Mastai Museo Pio IX a Senigallia

SENIGALLIA/13 A CASA DI PIO IX PALAZZO MASTAI

la voce misena

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due passi in città

A casa di Pio IX: Palazzo Mastai

ITINERARI

Nell’omonima via, l’edificio in cui nacque il Papa senigalliese custodisce ricordi e testimonianze

La Voce Misena propone una tranquilla passeggiata in città per visitare la Casa Natale diventata nel tempo Museo Pio IX. Si trova in via Mastai, 14.

Nel pianterreno del Palazzo è oggi sistemata una ricca biblioteca aperta al pubblico. Al primo piano, o piano nobile, si accede salendo uno scalone in calcare d’Istria e sul pianerottolo, sopra la porta d’ingresso, una lapide ricorda il 1° centenario della nascita di Pio IX, occasione in cui venne istituito il primo nucleo del Museo:

(1) Il Salone La visita alla Casa natale – Museo Pio IX inizia dal Salone di ricevimento della Famiglia Mastai Ferretti che nel suo insieme si presenta austero e maestoso.

Quattordici tele raffiguranti episodi biblici e sei Sibille angolari, ricoprono pressoché per intero le quattro pareti. È un ciclo pittorico commissionato da casa Mastai al pittore senigalliese Giovanni Anastasi (16531704), che dipinse anche le grandi cassapanche disposte lungo le pareti.

Ciclo pittorico di 14 tele raffiguranti episodi biblici e 6 Sibille angolari del pittore senigalliese Giovanni Anastasi (1653 - 1704)
Ciclo pittorico di 14 tele raffiguranti episodi biblici e 6 Sibille angolari del pittore senigalliese Giovanni Anastasi (1653 – 1704)

Queste sono decorate con putti, fogliame e nastri azzurri che si legano ad un leone centrale (arma dei Mastai) che tiene ben saldi due stemmi: l’arma dei Rossi di Montalboddo e l’arma dei Ferretti, che hanno permesso la continuità dinastica della Famiglia Mastai. Il tutto è sormontato dalla corona comitale.

Ciclo pittorico di 14 tele raffiguranti episodi biblici e 6 Sibille angolari del pittore senigalliese Giovanni Anastasi (1653 - 1704) Particolare
Ciclo pittorico di 14 tele raffiguranti episodi biblici e 6 Sibille angolari del pittore senigalliese Giovanni Anastasi (1653 – 1704) Particolare

Il pittore Giovanni Anastasi, che non firma mai le sue opere, in questo salone offre del suo meglio, lasciandoci un autoritratto in trompe-l’oeil, in cui si rappresenta nell’atto di entrare quasi furtivamente nel salone a rimirare con un legittimo orgoglio la sua fatica pittorica.

(2) Sala dell’Amnistia. Dal salone si entra nella “Sala dell’Amnistia”, così chiamata per la presenza di due quadri (uno ricamato a punto croce da Vincenzo Donnini di Bologna “ex detenuto” e l’altro in seta stampata in oro da Innocenzo Recanatini) che espongono il testo dell’Amnistia concessa da Pio IX il 16 luglio 1846, un mese dopo la sua elezione al soglio Pontificio.

Il testo dell’Amnistia concessa da Pio IX il 16 luglio 1846
EDITTO NEI GIORNI DEL SOMMO PONTEFICE PIO IX

Il soffitto, decorato con stucchi, è l’unico autentico rimasto dopo il terremoto del 1930. Lungo la parete di destra una credenza contiene i paramenti liturgici usati da Pio IX e preziosamente ricamati.

A sinistra angoliere e credenza con vasellame usato da Pio IX durante la visita che fece a Senigallia nel 1857, e vetrinette con oggetti appartenuti a Pio IX o donati dal Pontefice alla Famiglia Mastai Ferretti.

Al centro una grande teca racchiude oggetti personali appartenuti al Papa. In due angoli anfore romane rinvenute nel mare da pescatori senigalliesi ed offerte alla casa natale di Pio IX.

(3) Sala dei Viaggi. È così chiamata per la presenza di alcuni quadri raffiguranti i viaggi di Pio IX.

Sono notevoli alcuni mobili d’arredamento: due consolle in stile barocco, un tavolo rettangolare decorato con disegni e intagli, una sedia in noce massiccio scolpita, di stile veneziano, con lo stemma della Famiglia del Drago.

Fra gli oggetti si segnalano: due orologi, uno in legno dorato e l’altro a cucù, in legno finemente lavorato, che stava nello studio privato di Pio IX; un piccolo busto in marmo bianco raffigurante Pio IX dello scultore romano Galli (padre); un piccolo busto in bronzo raffigurante Pio IX, di origine francese.

Alle pareti è appeso un quadro raffigurante la partenza di Pio IX verso i suoi Stati avvenuta il 4 maggio 1857, opera del pittore Annibale Angelici di Perugia (1812-1886); un acquarello su carta che raffigura Pio IX nella funzione quaresimale del Giovedì Santo in San Pietro; un dipinto di una Burrasca in mare, che reca l’attribuzione al pittore olandese Pieter Mulier detto il Cavalier Tempesta (1637-1701);

Proclamazione del Dogma dell’Infallibilità Pontificia, una oleografia su tela che ritrae Pio IX in visita ufficiale alla fregata statunitense “Constitution” all’ormeggio nel porto di Gaeta il 1° agosto 1848, opera del pittore statunitense Tom Freeman e dallo stesso artista donato a Papa Giovanni Paolo II che lo ha affidato per la conservazione al Museo di Senigallia. Stanza natale di Pio IX

(5). Qui nacque il 13 maggio 1792 il Beato Pio IX. Una lapide ricorda l’evento ed un’urna di vetro conserva la piccola culla e la cuffia con la quale Pio IX venne portato al Sacro Fonte battesimale.

Il letto con baldacchino fu portato a Senigallia nel 1857 dallo stesso Pontefice, che, in visita allo Stato Pontificio, soggiornando nella sua città natale, fu da lui usato e poi lasciato come ricordo alla famiglia.

Stanza natale di Pio IX
Stanza natale di Pio IX

In una teca dorata è custodito un Crocifisso in legno e madreperla tenuto in mano da Pio IX in punto di morte.

Una vetrinetta custodisce le vesti indossate da Pio IX. Alle pareti vi sono ritratti di Pio IX e dei suoi familiari, da notare: il grande ritratto del Papa, opera del pittore americano Healy (1808-1894) porta la firma e la data 1871; Ritratto giovanile di Pio IX; Ritratto della Contessa Caterina Solazzi, madre di Pio IX;

Ritratto di Giuseppe Mastai Ferretti, fratello di Pio IX, eseguito da Francesco Podesti;

Ritratto della Famiglia Spaur, dipinto su tavola di autore ignoto. Sul retro è incollata la seguente iscrizione: “Conte Spaur, ministro di Baviera presso S.S. Papa Pio IX, con la consorte e figlio, avvenuta l’uccisione di Pellegrino Rossi e restaurata la Repubblica, la guardia civica fece prigioniero Pio IX al Quirinale, occupandone tutte le uscite e piantando i cannoni contro lo stesso palazzo. Nondimeno Pio IX per opera del ministro di Francia Conte d’Harcourt il dì 24 novembre 1848, ad ore 5,30 della sera potè uscire dal Quirinale vestito da Abate e con la carrozza del Conte Spaur riparare a Gaeta sotto la protezione di Ferdinando II Re di Napoli. Durante il viaggio fu accompagnato dalla famiglia Spaur”. Il quadro fu regalato dalla stessa Contessa Spaur al conte Gabriele fratello primogenito di Pio IX. (

4) Sala del Medagliere. Era il salotto di casa Mastai. Il Medagliere, che dà il nome alla sala, contiene le trentadue medaglie del Pontificato di Pio IX, emesse una per anno, a memoria di particolari avvenimenti.

Crocifisso in avorio con custodia in ebano, dono di Pio IX alla Principessa del Drago moglie del nipote Luigi

L’oggetto più pregevole della stanza è il Crocifisso in avorio con custodia in ebano, dono di Pio IX alla Principessa del Drago moglie del nipote Luigi. Alle pareti si segnalano: ritratto di Pio IX opera del pittore torinese Tommaso Lorenzone (1824-1902); Madonna con Bambino e Santi, reca un’attribuzione a Domenico Feti (1589-1624); Presentazione di Gesù al tempio di Andrea Medula da Sebrenico detto Schiavone (1520-1583); San Giovanni Evangelista del pittore francese Joseph Chabord (1786-1848) che dedicò questa sua opera al Papa Pio IX nell’anno 1847; San Giovannino di Federico Zuccari (1540-1609); Benedetto XIV e la pace fra Venezia ed Austria, tela dipinta dalla pittrice svizzera Angelica Kaufmann (1747-1807).

Ad angolo è posto il modellino in scala della colonna eretta in Roma a Piazza di Spagna nel 1854 per celebrare il dogma dell’Immacolata Concezione, opera dello scalpellino R. Alliata.

(6) Galleria. Ambiente di passaggio con stampe varie riguardanti Pio IX. Da notare il volume “Albo a memoria dell’Augusta presenza di Nostro Signore Pio IX in Bologna l’estate dell’anno 1857” ed il volume “Le scienze e le arti sotto il Pontificato di Pio IX” che illustra tutte le principali opere realizzate durante il Pontificato Piano (1846-1878).

Due sculture in bronzo raffigurano l’Allegoria della Religione trionfante sull’empietà e l’Allegoria che ricorda la ricostruzione della Gerarchia Ecclesiastica in Inghilterra, dono di Ferdinando II di Napoli a Pio IX.

Nelle vetrine sono conservate le lettere autografe di Pio IX, i Bollettini emessi da Gaeta, Elmi, spalline e fascia d’ordinanza per ufficiali e sciabole della Guardia Nobile Pontificia.

(7) Vestibolo della Cappella. Da notare il grande quadro del pittore Natale Bozzi che rappresenta Pio IX mentre firma il decreto dell’Amnistia.

Urna a tempietto contenente il calco del viso di Pio IX con la seguente iscrizione: “Effige del Sommo Pontefice Papa Pio IX presa sul cadavere, cinque giorni dopo la imbalsamazione eseguita dal dr. Alessandro cav. Ceccarelli. Alessandro Malpieri formò dal vero”.

Divise della Guardia palatina donate dal Principe Augusto Barberini. Urna in terracotta che ha contenuto i precordi di Pio IX. Due lapidi che stavano sulla casetta colonica (ora demolita) dove Pio IX fu dato a balia.

(8) Cappella Gentilizia. Gravemente danneggiata dal terremoto del 1930, è stata completamente ricostruita. Qui Pio IX ha più volte celebrato la S. Messa da sacerdote, da vescovo, da cardinale ed infine da Pontefice nel 1857, quando venne in visita allo Stato Pontificio e alloggiò in questa casa.

Madonna detta del Sassoferrato, inserita in una artistica cornice marmorea, scolpita da Tecchi di Fano
Madonna detta del Sassoferrato, inserita in una artistica cornice marmorea, scolpita da Tecchi di Fano

Sopra l’altare vi è la bellissima Madonna detta del Sassoferrato, inserita in una artistica cornice marmorea, scolpita da Tecchi di Fano. Il quadro è stato donato da Pio IX ai suoi familiari. Di lato la statua in marmo della Madonna Immacolata. È la prima statua dell’Immacolata donata dai Romani a Pio IX, lo stesso giorno della definizione del dogma l’8 dicembre 1854 e donata al Museo nel 1976, dalla Contessa Cristina Mastai Ferretti in de Bellegarde, pronipote di Pio IX.

Sul fondo Lampada pensile in metallo argentato, bronzo dorato e gemme vitree. È un interessante esempio di eclettismo ottocentesco, realizzata a Milano, nella manifattura di Antonio Ghezzi e Figlio.

(9) Sala delle Medaglie e Monete La sala che in origine custodiva l’archivio di Famiglia, ora conserva, raccontati nella grande collezione di medaglie e monete, fatti ed eventi riguardanti il lungo periodo del pontificato di Pio IX. Le medaglie di questo lungo pontificato sono una valida testimonianza degli avvenimenti religiosi, sociali, politici e militari più importanti che per un terzo di secolo hanno interessato lo Stato Pontificio.

È interessante ricordare che la Zecca di Roma distingueva al tempo di Pio IX, tra medaglia e medaglia, dividendo la produzione in due categorie: alla prima appartenevano le medaglie commemorative nel senso pieno del termine ed erano dette “di lusso”; la seconda comprendeva medaglie di devozione o ricordo.

Non solo la Santa Sede, ma chiunque poteva ordinare la coniazione di una medaglia presentando una domanda al direttore della Zecca. La procedura era regolata da norme precise.

Le medaglie di Pio IX si possono riassumere in questo schema: 1. Medaglie ufficiali annualmente ricorrenti; 2. Medaglie commemorative; 3. Medaglie devozionali.

Il 16 giugno 1846 Giovanni Maria Mastai è eletto Sommo Pontefice con il nome di Pio IX il 7 febbraio 1878, Pio IX muore santamente dopo 32 anni di Pontificato.

Il 3 settembre 2000, Pio IX, viene proclamato Beato in Piazza San Pietro da Giovanni Paolo II.

pagina a cura di Mario Maria Molinari

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