19 Maggio 2020

SENIGALLIA/2 CHIESA DELLA CROCE

la Voce Misena
25 giugno 2015
due passi in città

C’è uno scrigno in città

ITINERARI

Il capolavoro del barocco ospita tele di Barocci, di Anastasi e di Ridolfi.

Faremo una breve intensa gita nel Centro Storico di Senigallia per visitare uno scrigno d’arte della Città. Andremo a visitare la Chiesa di Santa Croce e Santissimo Sacramento.

E una chiesa sussidiaria della Parrocchia di San Pietro Apostolo, che i senigalliesi chiamano comunemente la Parrocchia del Duomo.

La chiesa di proprietà della Confraternita dei Crocesegnati e del Santissimo Sacramento venne costruita nel 1576 vicino alla centrale piazza Roma. In poco tempo però i lavori furono interrotti e poi ripresi per essere conclusi nel 1582. Nello stesso anno viene posto il dipinto di Federico Barocci sull’altare.

La chiesa fu costruita da Girolamo Marini da Barchi probabilmente su disegno di Muzio Oddi, architetto della corte d’Urbino.

Si trova nel centro storico a poca distanza dalla casa natale di Pio IX e viene tenuta aperta dalla Confraternita tutte le mattine dalle 9 alle 12. Per visitarla in altri orari ci si può rivolgere al Governatore della Confraternita, Giampiero Streccioni, cell. 3281151334 o al segretario della Confraternita avv. Perini, cell. 3382772655.

Facciata della Chiesa della Croce a Senigallia

Il disegno della facciata risale al secolo XVII è di stile tardo rinascimentale ed è arricchito da un bel portale in pietra scolpita. Quattro paraste con capitelli corinzi spartiscono la facciata in tre parti. Al centro insiste una finestra tamponata in asse col portale, mentre ai lati due finestre rettangolari al secondo livello corrispondono a due aperture con cornici a losanga.

Sulla porta d’ingresso si può trovare l’ammonimento di Sant’Agostino: Erigis et fugit a te humilias te et venit ad te (‘se ti esalti il Signore fugge da te, se ti umili viene da te’).

La facciata si conclude con il timpano triangolare mosso dalle rientranze laterali del prospetto. L’esterno in stile tardo rinascimentale all’interno si trasforma in stile barocco mantenendo un’eleganza e sobrietà di linee architettoniche ancora riferibili al Rinascimento.

L’interno ad aula è basato su pianta rettangolare, con arcate cieche sui due lati maggiori. Sulle prime tre arcate insistono altrettanti altari sormontati da timpani sorretti da colonne scolpite in legno dorato finemente decorate con intagli e rilievi, caratteristici dello stile barocco.

Soffitto della Chiesa della Croce di Senigallia

Il magnifico soffitto è a cassettoni quadrati, arricchiti da un felice gioco di arabeschi. E’ diviso da una fascia centrale con i simboli della croce e dell’eucarestia, stemma della Confraternita dei Crocesegnati e del Santissimo Sacramento.

Nel presbiterio le ultime arcate a ridosso della parete di fondo sono prive di altari e sul lato sinistro è una porta che conduce alla sacrestia. La chiesa è illuminata sul lato destro, libero da edifici. Quattro finestre quadrate danno luce all’interno.

Sopra l’altare, un fastoso fondale incornicia la pala di Barocci, il Trasposto di Cristo al sepolcro, una delle opere migliori del pittore urbinate eseguita nel 1582, che disegnò anche la cornice. Il dipinto è inserito nella cornice in legno dorato con colonne corinzie e putti.

Il Trasporto di Cristo al sepolcro di Federico Barocci

L’altare maggiore, con uno splendido tabernacolo, è tutto un ricamo dorato, in bassorilievo floreale, festoni e putti. Al centro è sistemata un’inferriata con viticci sostenenti una Croce. All’interno dell’altare è custodita la statua del Cristo morto, opera lignea del XVII secolo.

Ai lati della pala d’altare sono presenti dei dipinti di minor grandezza, opere attribuite a Giovanni Anastasi, racchiusi in cornici intagliate e dorate: la Natività e l’adorazione dei Magi, in alto l’Angelo Nunziante e la Vergine annunziata.

In tutto all’interno della chiesa gli altari sono sette: il maggiore e tre su ciascun lato, ognuno dei quali in origine era dedicato ad una corporazione d’arte.

Sul lato sinistro il primo altare è dedicato a Santa Barbara patrona dei bombardieri e degli artiglieri. Ha per colonne due fusti a forma di cannone e per fregi palle, squadre e sciabole (simboli dei bombardieri). Il quadro della santa è opera del veronese Claudio Ridolfi, allievo del Barocci.

Nel fondale architettonico innalzato sopra il secondo altare si apre una grande nicchia ove è racchiusa la tela del Ridolfi chiamata: Crocifissione. Il quadro sopra il terzo altare l’altare rappresenta la Sacra Famiglia e San Gregorio che intercede per le anime del Purgatorio, è di scuola barocca, datato nei primissimi anni del XVII secolo.

Sul lato destro il dipinto sopra il primo altare rappresenta la Vergine Assunta in cielo, San Francesco e San Nicola da Tolentino, dietro di essi due altri Santi. L’opera è prodotto di scuola marchigiana del secolo XVII.

Sopra il secondo altare si trovano un piccolo quadro dipinto su tela e una copia dell’immagine della Madonna del Buon Consiglio, venerata nel santuario di Genazzano di Palestrina, a cui era devoto papa Pio IX.

Nel terzo altare vi si trova una tela di autore ignoto, di scuola marchigiana, che raffigura il Crocifisso tra Angeli adoranti e, in basso, Tommaso d’Aquino, domenicano, e San Bonaventura, vescovo e cardinale francescano. Tale dipinto è stato restaurato, a cura della Confraternita, nel 1997.

La Confraternita dei Crocesegnati e del Santissimo sacramento ci ha segnalato che nei mesi estivi sarà possibile visitare la bellissima chiesa anche la sera.

Nei Mercoledì si svolgerà la seguitissima rassegna “I Mercoledì della Croce”.

pagina a cura di Mario Maria Molinari

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