Torah

Torah

Traduzione italiana della Torà di ShaDaL
Samuel David Luzzatto

Il Pentateuco Volgarizzato e commentato da Samuel David Luzzatto, Padova 1871

Prima di stampare questi testi pensa all’ambiente e ai costi. Tieni conto che, poiché i testi contengono il Nome Tetragrammato, andranno custoditi permanentemente o eliminati esclusivamente in Ghenizà.

Ghenizà Lett: sepoltura. Indica un deposito, generalmente presso un Bet ha kenèset o una Comunità Ebraica, dove vengono accantonati sefarìm, mezuzòt, tefillìnnon più validi per l’uso nonché libri e testi contenenti il Nome di D-o, in attesa di seppellirli in un cimitero. Ghenizòt ‘dimenticate’, come quella, famosa, di Alessandria d’Egitto, sono una preziosa fonte di informazioni sulla vita delle antiche comunità ebraiche.

NomeTetragrammato: è Nome di D-o composto da quattro lettere, י- ה- ו- ה, inpronunciabile, utilizzato nei testi sacri, in primis nella Torà. Viene letto Adonai cioè Mio Signore o Mio Padrone. Per la sua sacralità, un testo che lo contenga deve essere trattato con estremo rispetto e quando non sia più utilizzabile va consegnato ad una Ghenizà per una appropriata eliminazione.

In epoca di stampe da computer e da internet occorre prestare attenzione a non stampare inutilmente testi che contengano il Nome Tetragrammato per evitare complicazioni nello smaltimento di fogli o fascicoli di cui non si fa più in uso.

Note sulla traduzione della Torà utilizzata da Torah.it

Non esistendo su Internet una traduzione della Bibbia o della Torà in lingua italiana, in formato digitale, realizzata sui testi originali ebraici ed in ottica ebraica, Torah.it si è posto il problema di predisporne una e renderla fruibile gratuitamente in rete.

Le traduzioni moderne della Torà realizzate da e per l’ebraismo italiano sono solo cartacee e protette da copyright.

Vista la difficoltà di realizzare una nuova traduzione a causa delle minime risorse del nostro sito che, vogliamo ricordarlo, è amatoriale, abbiamo deciso di ricorrere alla pregevole traduzione di Samuele David Luzzatto (Shadal) che ha visto la luce nella seconda metà dell’ottocento. All’italiano un po’ obsoleto si contrappone una traduzione precisa ed erudita realizzata da un maestro che univa notevoli conoscenze linguistiche a profondi studi ebraici.

Si è trattato di un lavoro di digitalizzazione molto difficile a causa della scarsa qualità dei caratteri e della carta dei testi originali disponibili.

Torah.it ha deciso di non toccare in alcun modo la traduzione lasciando le parole, le forme e la punteggiatura originali della traduzione di Shadal, anche quando stridevano con l’italiano corrente: sarebbe stato infatti assai difficile porre dei limiti all’intervento di aggiornamento e realizzarlo in modo omogeneo.

La realizzazione in fascicoli separati per ogni Parashà permette una stampa selettiva e consente ad esempio agli alunni delle scuole di portare in classe la parashà oggetto di studio senza trasportare (e sciupare) il libro della Torà. Raccomandiamo vivamente di non gettare mai i testi della Torà stampati ma di conservarli oppure di consegnarli, quando non più in uso, alla ghenizà dell’ufficio rabbinico della propria comunità.

Buono studio!

Esodo
Shemot            cap.1 v. 1
Vaerà               cap. 6 v. 1
Bo                      cap. 10 v. 1
Beshallach      cap 13 v. 17
Itrò                   cap. 18 v. 1
Mishpatim     cap. 21 v. 1
Terumà           cap. 25 v. 1
Tezzavè            cap. 27 v. 20
Ki Tissà            cap. 30 v. 11
Vaiakel             cap. 35  v. 1
Pekudè             cap. 38  v. 21

Levitico
Vaikrà              cap.1 v. 1
Zav                    cap. 6  v. 1
Sheminì           cap. 9  v. 1
Tazria                cap 12  v. 1
Mezorà             cap. 14  v. 1
Acharè mot    cap. 16  v. 1
Kedoshim        cap. 19  v. 1
Emor                 cap. 21  v. 1
Bear Sinai        cap. 25  v. 1
Behukotai        cap. 26  v. 3

Genesi
Bereshit            cap.1 v. 1
Noah                  cap. 6  v. 9
Lech lechà       cap. 12  v. 1
Vaierà                cap 18  v. 1
Haiiè Sarà         cap. 23  v. 1
Toledot             cap. 25  v. 19
Vaiezè                cap. 28  v. 10
Vaishlach          cap. 32  v. 4
Vaieshev           cap. 37  v. 1
Mikez                  cap. 41  v. 1
Vaigash              cap. 44  v. 18
Vaichì                  cap. 47  v. 28

Numeri
Bemidbar             cap.1 v. 1
Nasò                      cap. 4  v. 21
Beaalotecha        cap. 8  v. 1
Shelàch                 cap 13  v. 1
Kòrach                   cap. 16 v. 1
Hukat                     cap. 19  v. 1
Balàk                       cap. 22  v. 2
Pinchàs                   cap. 25  v. 10
Mattòt                     cap. 30 v. 2
Masè                        cap. 33  v. 1

Deuteronomio
Devarim                 cap.1 v. 1
Vaetchannan       cap. 3  v. 23
Ekev                         cap. 7  v. 12
Reè                           cap 11  v. 26
Shofetim                 cap. 16 v. 18
Ki Tezè                     cap. 21  v. 10
Ki Tavò                    cap. 26  v. 1
Nizavim                   cap. 29  v. 9
Vaielech                  cap. 31 v. 1
Haazinu                    cap. 32  v. 1
Vezot haberachà  cap. 33  v. 1

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Parashat Bereshit
Traduzione italiana di Samuel David Luzzatto, 1872

Genesi 1
1 In principio creò Iddio il cielo e la terra.
2 E la terra era deserto e solitudine, ed oscurità era sulla faccia dell’abisso; ed un vento di Dio [cioè fortissimo] agitavasi sulla faccia dell’acqua.
3 Dio disse: Sia luce; e fu luce.
4 Iddio vide la luce essere buona cosa; e Iddio separò la luce dall’oscurità.
5 Dio chiamò la luce Giorno, e l’oscurità chiamò Notte. Così fu una sera, e fu una mattina; (cioè) un giorno.
6 Iddio disse: Siavi uno strato in mezzo alle acque, e separi acque da acque.
7 Iddio fece lo strato, il quale separò le acque che sono di sotto allo strato dalle acque che sono di sopra allo strato; e fu così.
8 Iddio chiamò lo strato Cielo. Così fu una sera, e fu una mattina; (cioè) un secondo giorno.
9 Iddio disse: Raccolgansi le acque di sotto al cielo in un luogo solo, in guisa che apparisca l’asciutto; e fu così.
10 Iddio chiamò l’asciutto Terra, ed il ricettacolo delle acque chiamò Mare. E Dio vide che (ciò era) bene.
11 Iddio disse: Produca la terra erba, erbaggi forniti di seme, alberi fruttiferi facienti frutto, di varie specie, aventi in sè il proprio seme, (col quale propagarsi) sopra la terra. E fu così.
12 La terra produsse erba, erbaggi forniti di seme, di varie specie, e moltiplici alberi facienti frutto, aventi in sè il proprio seme. E Dio vide che (ciò era) bene.
13 Così fu una sera, e fu una mattina; (cioè) un terzo giorno.
14 Iddio disse: Siano luminari nello strato (detto) Cielo, per distinguere il giorno e la notte; e formino fenomeni, e periodi, e giorni ed anni.
15 E servano di luminari nello strato detto Cielo, in guisa da far luce sopra la terra. E fu così.
16 Iddio fece i due luminari grandi, il luminare maggiore pel governo del giorno, ed il luminare minore pel governo della notte; e le stelle.
17 Iddio li costituì nello strato (detto) Cielo, in guisa da far luce sulla terra;
18 E da presiedere al giorno ed alla notte, e da separare la luce dall’oscurità. E Dio vide che (ciò era) bene.
19 Così fu una sera, e fu una mattina ; (cioè) un quarto giorno.
20 Iddio disse: Brulichi l’acqua di un brulicame d’esseri viventi, e volatili volino sulla terra, sulla faccia dello strato (detto) Cielo.
21 Iddio creò i grandi cetacei, e tutti gli esseri viventi striscianti, di cui l’acqua brulicò, di varie specie; come pure tutti i moltiplici volatili alati. E Dio vide che (ciò era) bene.
22 Iddio li benedisse, con dire: Prolificate, e moltiplicatevi, ed empite le acque nei mari; ed il volatile si moltiplichi nella terra.
23 Così fu una sera, e fu una mattina; (cioè) un quinto giorno.
24 Iddio disse: Dia fuori la terra esseri viventi di varie specie; bestiami, rettili e fiere selvagge, moltiplici: e fu così.
25 Iddio fece le fiere selvagge di varie specie, i bestiami di varie specie, e tutti i moltiplici striscianti sulla terra; e Dio vide che (ciò era) bene.
26 Iddio disse: Facciamo l’uomo a nostra immagine, a simiglianza nostra; il quale domini sui pesci del mare, sul volatile del cielo, sui quadrupedi, e su tutta la terra, e sopra tutti i rettili che strisciano sulla terra.
27 Iddio creò l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò; maschio e
femmina li creò.
28 Iddio li benedisse, e disse loro Iddio: Prolificate e moltiplicatevi, ed empite la terra e soggiogatela; e dominate sui pesci del mare, sul volatile del cielo, e sopra ogni animale che striscia sulla terra.
29 Iddio disse: Ecco io vi dò ogni erbaggio fornito di seme, esistente sulla faccia di tutta la terra; ed ogni albero, in cui è frutto d’albero, fornito di seme: vostro sarà (tutto ciò) per cibarvene.
30 A tutte poi le bestie della terra, a tutti i volatili del cielo, e ad ogni strisciante sulla terra, in cui è
respirazione vitale, (do) ogni verde erba da cibarsene. E fu così.
31 Iddio vide, che tutto ciò ch’egli avea fatto era molto bene. Così fu una sera, e fu una mattina; (cioè) il sesto giorno.

Genesi 2
1 Furono così compiuti il cielo e la terra, e tutto l’esercito loro [ciò ch’è in essi].
2 Iddio avendo nel giorno settimo terminata l’opera ch’egli fece, cessò nel giorno settimo da tutta l’opera ch’egli avea fatta,
3 Iddio benedisse il giorno settimo, e lo santificò ; poiché in esso cessò da tutta l’opera sua, che Dio avea creata e fatta.
4 È questa la genesi del cielo e dellaterra, quando furono creati; quando (cioè) il Signore Iddio fece terra e cielo.
5 Alcun arbusto della campagna non era paranco nella terra, né alcun erbaggio della campagna vegetava ancora; perocchè il Signore Iddio non avea fatto piovere sulla terra, mentre
non esisteva alcun uomo per lavorare il terreno.
6 (Però) una umidità si alzava dalla terra, e adacquava tutta la superficie del terreno.
7 Il Signore Iddio formò l’uomo di terra (presa) dal terreno, ed inspirò nella faccia sua respirazione vitale: così l’uomo divenne un animale vivente.
8 Il Signore Iddio piantò un giardino in Eden, all’Oriente, e vi collocò l’uomo ch’egli avea formato.
9 Il Signore Iddio fece spuntare dal terreno ogni albero amabile a vedersi, e buono a mangiarsi. Eravi pure in mezzo al giardino l’albero della vita, e l’albero del discernere il bene ed il male.
10 Un fiume usciva di Eden, ad adacquare il giardino; e di là Dividevasi, e formava quattro capi.
11 Il nome dell’uno è Pisciòn; è quello che gira per tutto il paese di Hhavilà, dove è l’oro.
12 L’oro di quel paese è ottimo. Ivi è pure la perla, e la pietra onice.
13 Il nome del secondo fiume è Ghihhòn: è quello che gira per tutt’il paese di Cush.
14 Il nome del terzo fiume è Hhiddèkel [Tigri]: è quello che scorre all’oriente dell’Assiria. Il quarto fiume poi è l’Eufrate.
15 Il Signore Iddio prese l’uomo, e lo collocò nel giardino di Eden, a coltivarlo e custodirlo.
16 Il Signore Iddio comandò all’uomo con dire: Di tutti gli alberi del giardino puoi mangiare.
17 Ma dell’albero del discernere il bene ed il male non mangiare; perocchè qualora tu ne mangi devi morire.
18 Il Signore Iddio disse: Non è bene che l’uomo sia solo: voglio fargli un aiuto analogo a lui.
19 Il Signore Iddio avendo formato dalla terra tutte le bestie selvagge, e tutti i volatili del cielo, li recò all’uomo, perché decidesse come avesse a nominarli; e quella qualunque denominazione che l’uomo imponesse a ciaschedun essere vivente, quella fosse il suo nome.
20 L’uomo impose nomi a tutte le bestie ed ai volatili del cielo, come pure a tutte le fiere selvagge; ma per Adamo non trovò alcun ajuto analogo a lui.
21 Il Signore Iddio fece cadere sopra l’uomo un sopore, sicchè dormì; ed egli prese una delle sue coste, e ne chiuse il sito con carne.
22 Il Signore Iddio costrusse, della costache prese dall’uomo, una donna; e la
recò all’uomo.
23 E l’uomo disse: Questa finalmente è osso delle mie ossa, e carne della mia carne; questa deve chiamarsi Iscià [donna], poichè da Ish [uomo] fu tratta.
24 Quindi è che uno lascia suo padre e sua madre, e si attacca [con affetto costante] a sua moglie, e divengonouna sola persona.
25 Erano amendue ignudi, l’uomo e sua moglie, né si vergognavano.

Genesi 3
1 Il serpente era scaltro, più di tutte le bestie selvagge che fatte aveva il Signore Iddio; e disse alla donna: C’è forse anche, che Dio abbia detto: “Non dovete mangiare d’alcun albero del giardino”?
2 La donna disse al serpente: Delle frutta degli alberi del giardino possiamo mangiare.
3 Ma delle frutta dell’albero, ch’è in mezzo del giardino, Iddio ha detto: Non ne mangiate, e non le toccate; altrimenti morrete.
4 Il serpente disse alla donna: Voi non morrete.
5 Ma Iddio sa che qualora ne mangiaste, i vostri occhi si aprirebbero, e diverreste simili a Dio, conoscitori del bene e del male.
6 La donna, scorgendo che l’albero era buono a mangiare, ed era dilettevole alla vista; che l’albero (in somma) destava desiderio nel contemplarlo: prese delle sue frutta e ne mangiò, e ne diede anche a suo marito (da mangiare) con lei, ed egli ne mangiò.
7 Aprironsi gli occhi di amendue, e conobbero ch’erano ignudi; ed intrecciarono delle foglie di fico, e se ne fecero cinture.
8 Udirono il romore del Signore Iddio camminante pel giardino dalla parte del giorno; e 1’uomo e la sua moglie, per timore del Signore Iddio, si nascosero tra gli alberi del giardino.
9 Il Signore Iddio chiamò l’uomo, e gli disse: Dove sei?
10 Quegli disse: Il tuo romore intesi pel giardino; quindi temei, essendo io ignudo, e mi nascosi.
11 Ed egli disse: Chi ti spiegò che sei ignudo? Hai forse mangiato di quell’albero, di cui ti comandai di non mangiare?
12 L’uomo disse: La donna che mi ponesti a canto, dessa mi diede di quell’albero, ed io ne mangiai.
13 Il Signore Iddio disse alla donna: Che mai facesti? La donna disse: Il serpente mi sedusse, ed io mangiai.
14 Il Signore Iddio disse al serpente: Posciachè hai ciò fatto, sii tu il più maledetto [infelice] di tutti i bestiami e di tutte le fiere selvagge! Camminerai sul tuo petto, e terra mangerai tutto il tempo della tua vita.
15 Ed io porrò odio fra te e la donna, fra la tua progenie e la sua. Quella ti pesterà alla testa, e tu l’invilupperai al calcagno.
16 Alla donna disse: Renderò grandi i tuoi travagli, quelli della tua gravidanza; con dolore partorirai figliuoli; tu avrai desiderio del tuo marito, ed egli dominerà sopra di te.
17 E ad Adamo disse: Posciachè hai dato ascolto alla tua moglie, e mangiasti di quell’albero, di cui ti
comandai con dire: Non mangiarne; sia la terra maledetta per te! Tu la godrai con travaglio tutto il tempo della tua vita.
18 E spine e triboli ti produrrà, e tu mangerai erbaggi agresti.
19 Col sudor del tuo volto mangerai pane, sino a che tornerai alla terra, poiché da quella fosti tratto. Sì, terra sei, ed alla terra tornerai.
20 L’uomo impose alla sua moglie il nome di Eva, poiché essa fu la madre d’ogni vivente.
21 Il Signore Iddio fece ad Adamo ed alla sua moglie tonache di pelle, e li vestì.
22 Il Signore Iddio disse: Ecco, l’uomo è divenuto quasi uno di noi, discernendo il bene ed il male; ora non vorrei che porgesse la mano, e pigliasse anche dell’albero della vita, e ne mangiasse, ed avesse a viver sempre.
23 Il Signore Iddio lo mandò fuori del giardino di Eden, a coltivare la terra, dalla quale fu tratte.
24 Scacciato 1’uomo, egli collocò all’oriente del giardino di Eden i Cherubini, e la fulgida spada roteante, per custodire la via dell’albero della vita.

Genesi 4
1 L’uomo poi avendo conosciuto Eva sua moglie, questa rimase incinta, e partorì Caino, e disse: Ho acquistato un uomo col (l’ajuto del) Signore.
2 Indi partorì eziandio suo fratello Abele. Abele fu pastore di bestiame minuto, e Caino fu agricoltore.
3 Al termine di qualche tempo Caino recò dei prodotti della terra un presente al Signore.
4 Ed Abele recò anch’egli dei primogeniti del suo bestiame minuto, e delle loro parti più adipose; ed il Signore mostrò gradimento ad Abele ed al suo presente.
5 Ed a Caino ed al suo presente non mostrò gradimento; e ne rincrebbe a Caino assai, e ne restò abbattuto.
6 Il Signore disse a Caino: Perché ti rincresce, e perché sei abbattuto?
7 Già se opererai bene sarai esaltato; ma se tu non operi bene… Il peccato sta coricato alla porta; egli ha desiderio di te, ma tu domini sopra di lui.
8 Caino disse (ciò) ad Abele suo fratello. Indi mentre erano in campagna, Caino,
alzatosi contro Abele suo fratello, l’uccise.
9 Il Signore disse a Caino: Dov’è Abele tuo fratello? E quegli disse: Non so. Sono io il custode del mio fratello?
10 Ed egli disse: Che mai facesti? Io sento il sangue del tuo fratello, che sclama a me dal suolo.
11 Or dunque maledetto sii tu, per effetto di quel medesimo suolo, che aprì la bocca a ricevere dalla tua mano il sangue del tuo fratello.
12 Quando lavorerai il terreno, esso non seguirà a darti la sua virtù [i suoi prodotti]: errante ed irrequieto sarai per la terra.
13 Caino disse al Signore: Il mio castigo è troppo grande per potersi sopportare.
14 Ecco tu ora mi scacci dalla faccia della terra, ed io sarò rimosso dal tuo cospetto [abbandonato dalla Provvidenza]; sarò errante ed irrequieto per la terra, ed allora chiunque mi troverà potrà uccidermi.
15 Il Signore gli disse: Ebbene, chiunque uccida Caino sarà punito a sette doppj. Così il Signore diede a Caino un segno, che nessuno ch’il trovasse l’ammazzerebbe.
16 Caino uscito dal cospetto del Signore, abitò nel paese di Nod [nome che vale: vita errante], all’oriente di Eden.
17 Caino conobbe sua moglie, e questa rimasa incinta, partorì Hhanòch. Datosi a fabbricare una città, impose alla città il nome di suo figlio Hhanòch.
18 A Hhanòch nacque Iràd, e Iràd generò Mehhujaèl, e Mehhujaèl generò Methusciaèl, e Methusciaèl generò Lèmech.
19 Lèmech prese due mogli, di cui l’una avea nome Adà, e l’altra Sillà.
20 Adà partorì Javàl. Egli fu il padre degli abitatori di tende, e degli armentieri.
21 Suo fratello chiamossi Juvàl. Egli fu il padre di ogni suonatore di cetra e salterio.
22 Sillà poi partorì Tuval-Cain, arrotatore di ogni strumento di rame e di ferro. Sorella di Tuval- Cain fu Naamà.
23 Lèmech disse alle sue mogli: Adà e Sillà, prestatemi ascolto; mogli di Lèmech, ascoltate il mio dire. Ho io con una ferita ucciso un uomo, un bambino con una percossa?
24 Se dunque Caino esser deve vendicato a sette doppj, Lèmech (lo sarà) a settanta sette.
25 Adamo avendo nuovamente conosciuto sua moglie, essa partorì un figlio, al quale impose nome Sceth, (con dire): Poichè il Signore mi costituì un’altra prole, in luogo di Abele, posciachè Caino l’uccise.
26 Anche a Sceth nacque un figlio, cui pose nome Enòsh. Allora fu incominciato a predicare il nome del Signore.

Genesi 5
1 Quest’è il registro della posterità di Adamo. Quando Iddio creò Adamo, lo fece a somiglianza di Dio.
2 Maschio e femmina li creò; e li benedisse, e loro pose nome Adamo, quando furono creati.
3 Adamo, dopo aver vissuto cento e trenta anni, generò (un fìglio) a sua simiglianza, a sua immagine; e gli pose nome Sceth.
4 I giorni [la vita] di Adamo, dopo ch’ebbe generato Sceth, furono ottocento anni; e generò (altri) figliuoli e figliuole.
5 Tutti i giorni che Adamo visse furono novecento e trenta anni; indi morì.
6 Sceth visse cento e cinque anni, e generò Enòsh.
7 Sceth visse, dopo aver generato Enòsh, ottocento e sette anni; e generò figli e figlie.
8 Tutti i giorni di Sceth furono novecento e dodici anni, indi morì.
9 Enòsh visse novant’anni, e generò Kenàn.
10 Enòsh visse, dopo aver generato Kenàn, ottocento e quindici anni; e generò figli e figlie.
11 Tutti i giorni di Enòsh furono novecento e cinque anni, indi morì.
12 Kenàn visse settant’anni,e generò Mahalalèl.
13 Kenàn visse, dopo aver generato Mahalalèl, ottocento e quaranta anni; e generò figli e figlie.
14 Tutti i giorni di Kenàn furono novecento e dieci anni, indi morì.
15 Mahalalèl visse sessantacinque anni, e generò Jèred.
16 Mahalalèl visse, dopo aver generato Jèred, ottocento e trenta anni; e generò figli e figlie.
17 Tutti i giorni di Mahalalèl furono ottocento e novantacinque anni, indì morì.
18 Jèred visse cento e sessantadue anni, e generò Hhanòch,
19 Jèred visse, dopo aver generato Hhanòch, ottocento anni, e generò figli e figlie.
20 Tutti i giorni di Jèred furono novecento sessantadue anni, indi morì.
21 Hhanòch visse sessanta cinque anni, e generò Methuscèlahh.
22 Hhanòch camminò con Iddio [visse, seguendo sempre le vie del Signore], dopo aver generato Methuscèlahh, trecent’anni; e generò figli e figlie.
23 Tutti i giorni di Hhanòch furono trecento e sessantacinque anni.
24 Hhanòch (durante questi anni) camminò con Iddio, indi non fu più (tra gli uomini), poiché Iddio lo prese (a sè).
25 Methuscèlahh visse cento ed ottantasette anni, e generò Lèmech.
26 Methuscèlahh visse, dopo aver generato Lèmech, settecento e ottantadue anni e generò figli e figlie.
27 Tutti i giorni di Methuscèlahh furono novecento e sessantanove anni, indi morì.
28 Lèmech visse cento e ottantadue anni, e generò un figlio.
29 Gli pose nome Noè, con dire: Questi ci sarà di conforto, in mezzo al nostro lavoro, ed al travaglio delle nostre mani, proveniente dal terreno, che il Signore ha maledetto.
30 Lèmech visse, dopo aver generato Noè, cinquecento e novantacinque anni, e generò figli e figlie.
31 Tutti i giorni di Lèmech furono settecento e settantasette anni, indi morì.
32 Noè, giunto all’età di cinquecento anni, generò Scem, Hham, e Jèfeth.

Genesi 6
1 Ora, poiché gli uomini [viventi in civile consorzio] incominciarono a moltiplicarsi sulla faccia della terra, e nate furono loro (anche molte) figliuole.
2 I (cosiddetti) figli di Dio [uomini agresti e più forti dei primi] avendo trovate belle le figlie degli uomini, si presero delle donne, tutte quelle che scelsero.
3 Il Signore disse: Lo spirito mio non resterà perpetuamente perplesso intorno all’uomo [se punirlo,
perdonargli], nel pensiero ch’egli è di carne. Egli [l’uomo] abbiasi (ancora) cento e venti anni.
4 I giganti furono al mondo in quel tempo, ed anche in seguito; poichè i (cosiddetti) figli di Dio accompagnavansi colle figlie degli uomini, e queste aveano prole da quelli. Sono questi gli Eroi dei tempi antichi, quegli uomini di fama.
5 Il Signore vide che grande era sulla terra la malvagità dell’uomo, ed ogni macchinazione dei pensieri del suo cuore non era continuamente che male.
6 Ed il Signore si pentì d’aver fatto l’uomo in terra, e n’ebbe il cuore addolorato.
7 Il Signore disse: Voglio distruggere d’in su la faccia della terra l’uomo che creai: e gli uomini e le bestie, e i rettili e i volatili del cielo; poiché sono pentito d’averli fatti.
8 Noè però incontrò grazia agli occhi del Signore.

Parashat Noah
Traduzione italiana di Samuel David Luzzatto,1872

Genesi 6
9 Questa è la storia di Noè. Noè era un uomo giusto ed integro, tra i suoi contemporanei. Noè camminava con Iddio.
10 Noè generò tre flgli: Scem, Hham, e Jèfeth.
11 La terra era si depravata in faccia a Dio, e la terra era piena d’ingiustizie.
12 Iddio vide che la terra erasi depravata, che ogni mortale sulla terra aveva depravato la propria condotta.
13 E Dio disse a Noè: La fine d’ogni mortale è da me decisa, poiché la terra è per colpa loro piena d’ingiustizie; ed io sono per far guasto di essi e della terra.
14 Fatti un’arca di legno di pino. Divisa a stanze farai l’arca, e la spalmerai di dentro e di fuori colla pece.
15 Ed è così che la farai. Trecento braccia sarà la lunghezza dell’arca, cinquanta braccia la sua larghezza, e trenta braccia la sua altezza.
16 Una finestra farai all’arca, e farai sì che in alto finisca in un braccio; collocherai la porta dell’arca da un lato di essa; divisa in piani inferiori, secondi e terzi la farai.
17 Io poi son per far venire sulla terra il diluvio di acqua, a distruggere di sotto al cielo ogni carne in cui è alito di vita: tutto ciò ch’è in terra perirà.
18 Ed io fermerò la mia alleanza con te, ed entrerai nell’arca, tu e teco i tuoi figli, tua moglie, e le mogli dei figli tuoi.
19 Come pure di ogni vivente, di ogni sorta di mortale, due (paja) di ciascheduna specie introdurrai
nell’arca, per conservarli in vita con te; maschio e femmina saranno.
20 Dei moltiplici volatili, dei moltiplici quadrupedi, di tutti i moltiplici rettili della terra, due (paja) di ciascheduna specie (farai che) vengano a te, per conservarli in vita.
21 Tu poi prenditi d’ogni cibo atto a mangiarsi, e raccogli presso di te; e servirà da mangiare per te e per essi.
22 Noè eseguì: secondo tutto ciò che Iddio gli comandò, così fece.

Genesi 7
1 Il Signore disse a Noè: Entra tu e tutta la tua famiglia nell’arca, poiché te io veggo probo innanzi a me in questa generazione.
2 D’ogni quadrupede mondo ti prenderai sette, ciascheduno colla rispettiva femmina; e dei quadrupedi che non sono mondi due, ciascheduno colla rispettiva femmina.
3 Anche dei volatili del cielo sette, ciascheduno maschio e femmina; perché mantengano razza sulla faccia di tutta la terra.
4 Imperocchè dopo ancora sette giorni io sono per far piovere sulla terra per quaranta giorni e per quaranta notti, e distruggerò d’in su la faccia della terra ogni essere vivente che feci.
5 Noè fece, secondo tutto ciò che gli comandò il Signore.
6 Noè aveva seicento anni, quando il diluvio, l’acqua cioè, fu sulla terra.
7 Noè, e con lui i suoi figli, la sua moglie, e le mogli dei figli suoi, entrarono nell’arca, a cagione delle acque del diluvio.
8 Dei quadrupedi mondi, e dei quadrupedi che non sono mondi, e dei volatili, e d’ogni strisciante sulla terra;
9 Due per ogni specie, ciascheduna maschio e femmina, entrarono appo Noè nell’arca, come Iddio avea comandato a Noè.
10 Ora in capo ai sette giorni le acque del diluvio furono sopra la terra.
11 Nell’anno seicentesimo della vita di Noè, nel mese secondo, ai diciasette del mese; in questo giorno scoppiarono tutte le fonti del grande abisso, e le cateratte del cielo aprironsi.
12 Cadde la pioggia sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti.
13 In questo medesimo giorno Noè, Scem, Hham e Jèfeth, figli di Noè, e con loro la moglie di Noè, e le tre mogli de’ figli suoi, entrarono nell’arca.
14 Essi e tutte le moltiplici fiere, tutti i moltiplici bestiami, tutti i moltiplici rettili striscianti sulla terra, e tutti i moltiplici volatili, ogni uccello, ogni essere alato,
15 Entrarono appo Noè nell’arca; due d’ogni specie, di ogni carne in cui è alito di vita.
16 Gli entranti entrarono ciascheduno colla rispettiva femmina, di tutte le specie d’animali, secondo che Iddio gli avea comandato. Indi il Signore chiuse intorno a lui [rese l’arca impenetrabile alle acque].
17 Il diluvio avendo continuato sulla terra quaranta giorni, le acque crebbero e sollevarono l’arca, e questa divenne alta da terra.
18 Le acque si alzarono e crebbero assai sulla terra, e l’arca camminava sulla superficie delle acque.
19 Le acque si alzarono grandemente sulla terra, e ne rimasero coperti tutti i più alti monti esistenti sotto tutto il cielo.
20 Quindici braccia al di sopra si alzarono le acque, dopo coperti i monti.
21 E perì ogni carne strisciante sulla terra [cioè ogni animale terrestre], tanto il volatile, quanto il bestiame e le fiere, ed ogni essere brulicante sulla terra; e tutti gli uomini.
22 Tutti quelli che hanno nella faccia respirazione d’alito di vita, fra tutti quelli che vivono nell’asciutto, morirono.
23 (Il diluvio) distrusse ogni essere vivente, esistente sulla faccia della terra, uomini, quadrupedi, rettili e volatili del cielo, e rimasero estinti dalla terra; e restò solo Noè, e quelli ch’erano con lui nell’arca.
24 Le acque furono alte sulla terra (durante) cento e cinquanta giorni.

Genesi 8
1 Iddio, memore di Noè, e di tutte le fiere e di tutti i bestiami, ch’erano con lui nell’area, fece [dopo i primi quaranta giorni] scorrere un vento sulla terra, e le acque si calmarono.
2 Si chiusero le fonti dell’abisso e le cateratte del cielo; e la pioggia cessò dal cielo.
3 Le acque andarono ritirandosi d’in su la terra, e le acque mancarono in capo a cento e cinquanta giorni.
4 Nel mese settimo, nel giorno decimosettimo del mese, l’arca posò sui monti d’Araràt.
5 Le acque andarono mancando sino al mese decimo: nel mese decimo, al primo del mese, apparirono le cime dei monti.
6 Ora al termine di quaranta giorni, Noè aprì la finestra che avea fatta nell’arca.
7 Lasciò andare il corvo; e questo uscì e ritornò più volte, sinchè le acque non si furono asciugate su la terra.
8 Mandò fuori la colomba, per vedere se le acque erano scemate sulla faccia
della terra.
9 Ma la colomba non trovando riposo alla pianta del suo piede, tornò a lui nell’arca, poiché eravi acqua sulla faccia di tutta la terra. Egli porse la mano e la prese, e l’introdusse appo sé nell’arca.
10 Aspettò ancora altri sette giorni, indi tornò a mandar la colomba fuori dell’arca.
11 La colomba venne a lui in sul vespro, ed egli vide che aveva in bocca fogliame d’ulivo, una foglia fresca. Noè conobbe che le acque erano scemate su la terra.
12 Aspettò ancora altri sette giorni, indi mandò fuori la colomba, e questa non tornò più a lui.
13 Nell’anno seicentesimo primo [di Noè], nel primo mese, al primo del mese, le acque eransi asciugate d’in su la terra; e Noè, levato il coperchio dell’arca, vide che la superficie della terra era asciutta.
14 Nel mese poi secondo, ai ventisette del mese, la terra era divenuta secca.
15 Iddio parlò a Noè, con dire.
16 Esci dall’arca, tu e teco la tua moglie, e i tuoi figli, e le mogli de’ tuoi figli.
17 Tutti gli animali che sono con te, qualunque carne, i volatili, i quadrupedi, ed ogni rettile strisciante sulla terra, fa uscire con te; in guisa che si spargano per la terra, e prolifichino e si moltiplichino sulla terra.
18 Noè uscì, e con lui i suoi figli, e la sua moglie, e le mogli de’ figli suoi.
19 (Come pure) tutte le bestie, tutti i rettili, e tutti i volatili, qualunque essere strisciante sulla terra, divisi a famiglie, uscirono dall’arca.
20 Noè fabbricò un altare al Signore, e prese di tutti i quadrupedi mondi, e di tutti gli uccelli mondi, e ne fece olocausti sull’altare.
21 Il Signore, gradito l’odore propiziatorio, disse tra sè: Non voglio più maledire la terra a cagione dell’uomo, poiché i concetti del cuore dell’uomo sono rei sino dalla sua giovinezza. Non voglio più percuotere tutti i viventi, come feci.
22 Da qui innanzi, per tutta la durata della terra, seminagione e messe, e freddo e caldo, estate ed inverno, e giorno e notte, non cesseranno.
Genesi 9
1 Iddio benedisse Noè e i figli suoi, e disse loro: Prolificate, moltiplicatevi, ed empite la terra.
2 E tutte le bestie della terra, e tutti gli uccelli del cielo, avranno timore e spavento di voi. Tanto gli animali tutti che strisciano sulla terra, quanto i pesci tutti del mare, in vostro potere
sono dati.
3 Qualunque strisciante che vive, vostro sarà, da cibarvene; come i verdi erbaggi, io ve li do tutti.
4 Però un animale mentre ha la sua vita, (cioè) il suo sangue, non dovete mangiare.
5 Del vostro sangue poi, di quello cioè della vita vostra, io esigerò conto. Da qualunque animale ne esigerò conto; e dall’uomo, dall’uomo suo fratello, esigerò conto della vita dell’uomo.
6 Chi versa il sangue dell’uomo, di lui il sangue verrà dall’uomo versato; poiché ad immagine di Dio egli ha fatto l’uomo.
7 E voi prolificate e moltiplicatevi; spargetevi nella terra, e moltiplicatevi in essa.
8 Iddio disse poi a Noè, ed ai suoi figli con lui, con dire:
9 Ed io ecco stabilisco la mia promessa con voi, e colla vostra discendenza dopo di voi.
10 E con ogni essere vivente ch’è con voi, sia volatile, sia bestiame, e sia ogni fiera della terra, insieme a voi: tutti in somma quelli che sono usciti dall’arca, tutti gli animali della terra.
11 E manterrò la mia promessa con voi, e non perirà più ogni carne per le acque del diluvio, né sarà più diluvio a far guasto della terra.
12 Iddio disse: Quest’è il segnale della promessa, ch’io pongo a perpetuità tra me e voi, ed ogni essere vivente ch’è con voi.
13 Il mio arco io colloco nelle nubi, ed esso sarà tra me e la terra il segnale della promessa.
14 Ora, quand’io stenderò le nuvole sopra la terra, si vedrà l’arcobaleno nelle nubi.
15 Ed io rammenterò la mia promessa, ch’è tra me e voi, ed ogni essere vivente d’ogni genere; né più avverrà che l’acqua divenga un diluvio, in guisa da distruggere ogni carne.
16 L’arcobaleno sarà nelle nuvole, ed io lo vedrò per rammentare la promessa perpetua ch’è tra Dio ed ogni essere vivente, ogni carne ch’è sulla terra.
17 Iddio disse a Noè: È questo il segnale della promessa, che stabilisco tra me ed ogni carne ch’è sulla terra.
18 I figli di Noè usciti dall’arca erano: Scem, Hham, e Jèfeth; e Hham è il padre di Cànaan.
19 Questi tre sono i figli di Noè, e di questi la progenie si sparse per tutta la terra.
20 Noè, uomo agricola, incominciò, e piantò una vigna.
21 E bevuto del vino, si ubbriacò, e si denudò entro la sua tenda.
22 Hham, padre di Cànaan, vide le vergogne di suo padre, e narrò la cosa ai due suoi fratelli al di fuori.
23 Scem e Jèfeth presero una coperta, e postala sulla schiena di amendue, camminarono a ritroso, e coprirono le vergogne del loro padre, tenendo il volto indietro, e le vergogne del loro padre non videro.
24 Svegliatosi Noè del suo vino, seppe ciò che gli fece il suo figlio minore.
25 E disse: Maledetto Cànaan! Infimo schiavo sia de’ suoi fratelli.
26 Indi disse: Benedetto il Signore, Iddio di Scem! E sia Cànaan schiavo a loro.
27 Estenda Iddio i confini di Jèfeth, e risieda nelle tende di Scem; e sia Cànaan schiavo a loro.
28 Noè visse dopo il diluvio trecento e cinquanta anni.
29 Tutta la vita di Noè fu novecento e cinquanta anni, indi morì.

Genesi 10
1 Questa è la discendenza dei figli di Noè: Scem, Hham, e Jèfeth, ai quali
nacquero figliuoli dopo il diluvio.
2 I figli di Jèfeth sono: Gòmer, Magòg, Madai, Javàn, Tuvàl, Mèscech e Tiràs.
3 I figli di Gòmer: Ashkenàz, Ri fàth e Togarmà.
4 I figli di Javàn: Eliscià, Tarscìsh, Kittìm e Dodanìm.
5 Da questi si diramarono le genti transmarine [europee] nei loro paesi, ciascheduna avente la sua lingua, divise nelle loro famiglie, componenti le loro nazioni.
6 I figli poi di Hham sono: Cush, Misraim, Put e Cànaan.
7 I figli di Cush: Sevà, Hhavilà, Savtà, Raamà, e Savtechà; e i figli di Raamà: Scevà e Dedàn.
8 Cush generò Nimròd. Questi incominciò ad essere valoroso [conquistatore] nella terra.
9 Egli fu valoroso cacciatore innanzi al Signore [cioè senza l’eguale]; ond’è che si dice [per esaltare qualche prode guerriero]: simile a Nimròd, valoroso cacciatore innanzi al Signore.
10 Il principio del suo regno fu Babele, ed Erech, e Accàd, e Calnè, nel paese di
Scinaàr. 11 Da quel paese passò in Assiria e fabbricò Ninive, e Rehhovòth-Ir, e Kelahh.
12 E Rèssen, tra Ninive e Kelahh. Quella [Ninive] è la grande città.
13 Misraim generò i Ludei, gli Anamei, i Lehavei e i Naftuhhei.
14 Come pure i Pathrussei, e i Casluhhei, dai quali ebbero origine i Filistei; ed i Caftorei.
15 Cànaan generò Sidòn suo primogenito, e Hheth.
16 I Jevussei, gli Emorei, ed i Ghirgascei.
17 Gli Hhivei, gli Arkei, od i Sinei.
18 Gli Arvadei, i Semarei, e gli Hhamathei. Poscia le famiglie dei Cananei si diffusero [per altre contrade].
19 Il territorio dei Cananei fu da Sidòn andando verso Gheràr, sino a Gaza; e andando verso Sodoma, Gomorra, Adma e Sevoim, sino a Lescia.
20 Questi sono i figli di Hham, divisi in varie famiglie e linguaggi, terre e nazioni.
21 Scem ebbe anch’egli [numerosa] discendenza; egli, che fu il progenitore di tutti i [cosiddetti] transfluviani [popoli di là dell’Eufrate]; egli che del fratel maggiore, Jèfeth, fu [il condegno] fratello.
22 I figli di Scem sono: Elàm, Asciùr, Arpachsciàd, Lud, e Aràm.
23 I figli di Aràm: Uss, Hhul, Ghèther, e Mash.
24 Arpachsciàd generò Scelahh, e Scelahh generò Ever.
20 Ad Ever nacquero due figli, dei quali uno ebbe nome Pèleg, perché ai suoi giorni si divise la terra [fu la divisione delle lingue e delle genti]; ed il suo fratello ebbe nome Joctàn.
26 Joctàn generò Almodàd, Scèlef, Hhassarmàvet, e Jerahh.
27 Hadoràm, Usàl, Diclà.
28 Ovàl, Avimaèl, Scevà.
29 Ofir, Hhavilà, Jovàv. Questi tutti sono i figli di Joctàn.
30 La loro sede fu da Mescià andando verso Sefàr, nella regione montuosa (detta) orientale.
31 Questi sono i figli di Scem, divisi nelle loro famiglie, nei loro linguaggi, nelle loro terre e nazioni.
32 Queste sono le famiglie dei figli di Noè, secondo la loro genealogia, divise nelle loro nazioni; e da queste si divisero le nazioni nella terra dopo il diluvio.

Genesi 11
1 La terra tutta aveva una sola favella, e le medesime espressioni.
2 Ora, movendo dall’oriente, trovarono una pianura nel paese di Scinaar ed abitarono ivi.
3 E dissersi l’uno all’altro: Or via fabbrichiamo mattoni, e cuociamoli. Il mattone servì loro di pietra, ed il bitume servì loro di malta.
4 Indi dissero: Or via, edifichiamo una città, ed una torre, di cui la cima giunga al cielo, e ci faremo un nome [oppure: un monumento]; affinché non avvenga che ci spargiamo sulla faccia di tutta la terra.
5 Il Signore discese a vedere la città e la torre che gli uomini fabbricavano.
6 Il Signore disse: Ecco, essi formano un popol solo, ed hanno tutti un solo linguaggio, e questo è quanto incominciarono a fare. Ora non sarà loro difficile d’eseguire quanto penseranno di fare.
7 Or via discendiamo, e confondiamo ivi la loro favella, in guisa che non intendano l’uno il linguaggio dell’altro.
8 Il Signore li disperse di là sulla faccia di tutta la terra, e quindi cessarono di edificare la città.
9 Perciò le fu dato nome Babèl, poiché ivi il Signore confuse il linguaggio di tutta la terra, e di là il Signore li disperse sulla faccia di tutta la terra.
10 Quest’è la discendenza di Scem: Scem nell’età di cento anni generò Arpachsciàd, due anni dopo il diluvio.
11 Scem visse dopo aver generato Arpachsciàd cinquecento anni; e generò figli e figlie.
12 Arpachsciàd visse trentacinque anni, e generò Scelahh.
13 Arpachsciàd visse dopo aver generato Scelahh quattrocento e tre anni; e generò figli e figlie.
14 Scelahh visse trent’anni, e generò Ever.
15 Scelahh visse dopo generato Ever quattrocento e tre anni; e generò figli e figlie.
16 Ever visse trentaquattro anni, e generò Pèleg.
17 Ever visse dopo generato Pèleg quattrocento e trenta anni; e generò figli e figlie.
18 Pèleg visse trent’anni, e generò Reù.
19 Pèleg visse dopo generato Reù duecento e nove anni; e generò figli e figlie.
20 Reù visse trentadue anni, e generò Serùg.
21 Reù visse dopo generato Serùg duecento e sette anni; e generò figli e figlie.
22 Serùg visse trent’anni, e generò Nahhòr.
23 Serùg visse dopo generato Nahhòr, duecento anni; e generò figli e figlie.
24 Nahhòr visse ventinove anni, e generò Terahh.
25 Nahhòr visse dopo generato Terahh cento e diciannove anni; e generò figli e figlie.
26 Terahh visse settant’anni, e generò Abramo, Nahhòr, e Haràn.
27 E questa è la discendenza di Terahh: Terahh generò Abramo, Nahhòr, e Haràn; e Haràn generò Lot.
28 Haràn morì in vita di Terahh suo padre, nella terra dov’era nato, (cioè) in Ur-Casdìm.
29 Abramo e Nahhòr presero mogli. La moglie d’Abramo avea nome Sarai, e la moglie di Nahhòr chiamavasi Milcà. Questa era figlia di Haràn, il quale fu padre di Milcà e di Iscà.
30 Sarai era sterile, non aveva prole.
31 Terahh prese Abramo suo figlio, Lot figlio di Haràn suo nipote, e Sarai sua nuora, moglie d’Abramo suo figlio; ed uscirono unitamente a quelli [cioè con Nahhòr e sua moglie] da Ur-Casdìm, per andare nel paese di Canaan; e andati sino a Hharàn, stettero ivi.
32 I giorni di Terahh furono duecento e cinque anni, indi Terahh morì in Haràn.

Parashat Lech lechà
Traduzione italiana di Samuele David Luzzatto, 1872

Genesi 12
1 Il Signore disse ad Abramo: Vanne dal tuo paese, dal tuo parentado, e dalla casa di tuo padre, al paese che ti farò vedere.
2 Ed io ti farò divenire una grande nazione, ti benedirò, e renderò grande il tuo nome; e sarai (tipo di) benedizione.
3 Benedirò quelli che ti benediranno, e chi ti maledirà maledirò; e si benediranno in te tutte le famiglie della terra [nel benedire chi che sia gli desidereranno fortuna pari alla tua].
4 Abramo si pose in viaggio, come gli parlò il Signore, e andò con lui Lot. Abramo aveva settantacinque anni quando uscì di Hharàn.
5 Abramo prese Sarai sua moglie, Lot figlio di suo fratello, e tutti gli averi che avevano acquistato, come pure le persone [di servizio] ch’eransi procacciate in Hharàn; ed usciti per recarsi nel paese di Canaan, entrarono nel paese di Canaan.
6 Abramo s’internò nel paese, sino al sito di Sichem, sino (cioè) al terebinto di Morè. I cananei erano (già) in allora nel paese.
7 Il Signore apparve ad Abramo, e (gli) disse: Alla tua discendenza darò questo paese. Ed egli fabbricò ivi un altare al Signore che gli era apparso.
8 Di là si trasferì verso il monte, all’oriente di Beth-El e tese il suo padiglione. Aveva Beth-El all’occidente, ed Ai all’oriente, e fabbricò ivi un altare al Signore, e predicò il nome del Signore [gli attributi di Dio].
9 Così Abramo viaggiava, movendo a varie riprese verso il Mezzodì [della Cananea].
10 Fu carestia nel paese, ed Abramo recossi in Egitto, per farvi dimora, la carestia essendo grave nel paese.
11 Ora, poiché fu vicino ad entrare in Egitto, disse a Sarai sua moglie: Or vedi: io comprendo che tu sei donna di bell’aspetto;
12 E che quando gli Egizj ti vedranno, e diranno: “Costei è sua moglie”, mi uccideranno, e serberanno te in vita.
13 Dì in grazia che sei mia sorella; affinché avvenga bene a me per causa tua, la mia vita (cioè) sia conservata in grazia di te.
14 Ora, poiché Abramo entrò in Egitto, gli Egizj videro che la donna era bella assai.
15 La videro i Grandi di Faraone, e la lodarono a Faraone; e la donna fu presa in casa di Faraone.
16 Il quale beneficò Abramo in grazia di lei; cosicché questi ebbe bestiame minuto e bovino, asini, schiavi, schiave, asine, e cammelli.
17 Il Signore piagò Faraone, e la (gente di) sua casa, con grandi piaghe, a cagione di Sarai moglie Abramo.
18 Faraone chiamò Abramo, e (gli) disse: Che mai mi facesti? Perché non mi dichiarasti ch’è tua moglie?
19 Perché dicesti: “È mia sorella”? ond’io me l’aveva presa per moglie. Ora, ecco tua moglie, prendila e vanne.
20 Faraone gli assegnò alcuni uomini, i quali scortarono lui e sua moglie, e quanto gli apparteneva.

Genesi 13
1 Abramo partì dall’Egitto, egli e sua moglie, e quanto gli apparteneva, avendo seco Lot; verso il Mezzodì [della Cananea.]
2 Abramo era molto carico [ricco] in bestiame, argento ed oro.
3 Viaggiò in varie mosse dal Mezzodì sino a Beth-El; sino a quel luogo (cioè), dove fu la sua tenda in addietro, tra Beth-El ed Ai.
4 Al luogo (cioè) dell’altare, che aveva ivi fatto in prima; ed Abramo predicò ivi il
nome del Signore.
5 Anche Lot che viaggiava con Abramo, aveva bestiame minuto e bovino, e tende.
6 Il paese non li poteva comportare stando uniti; poiché i loro averi erano numerosi, ed eglino non potevano stare assieme.
7 Insorse discordia tra i pastori del bestiame d’Abramo, ed i pastori del bestiame di Lot. I Cananei ed i Perizei erano allora nel paese.’
8 Abramo disse a Lot: Deh! non sia discordia fra me e te, tra i miei (cioè) e i tuoi pastori; perocchè siamo prossimi congiunti.
9 Tutto il paese è a tua disposizione: dividiti in grazia di me. Se tu alla sinistra, io andrò a destra; se tu alla destra, io andrò alla sinistra.
10 Lot, alzati gli occhi, e vista tutta la pianura del Giordano, la quale tutta era abbondante d’acqua; locchè era innanzi ch’il Signore distruggesse Sodoma e Gomorra; (era cioè) come il Giardino del Signore, come il paese d’Egitto; la pianura (dico) verso Sòar.
11 Lot si scelse tutta la pianura del Giordano, e mosse verso oriente: Così si divisero l’uno dall’altro.
12 Abramo restò nel paese di Canaan, e Lot abitò nelle città della pianura, e s’attendò vicino a Sodoma.
13 La gente di Sodoma era malvagia e peccatrice verso il Signore oltremodo.
14 Il Signore poi disse ad Abramo, dopo che Lot si fu diviso da lui: Alza gli occhi e vedi dal sito ove sei, verso il settentrione, verso il mezzodì, verso l’oriente e verso l’occidente.
15 Imperocchè tutto il paese che tu vedi, a te io lo darò; alla tua discendenza (cioè) in perpetuo.
16 Renderò la tua discendenza come la polvere della terra; chè se uno potrà numerare la polvere della terra, anche la tua discendenza potrà numerarsi.
17 Or via, spazia per lo paese, per largo e per lungo; perocchè a te io lo darò.
18 Abramo s’attendò , recossi (cioè) ad abitare nei terebinti di Mamrè, situati in Hhevròn, ed ivi fabbricò un altare al Signore.

Genesi 14
1 Avvenne ai tempi di Amrafèl re di Scinaàr [Babilonia], Arjòch re di Ellassàr, Kedorlaòmer re di Elàm [Persia], e Tidaàl re di Goìm;
2 Che questi fecero guerra con Bera re di Sodoma, Birscià re di Gomorra, Scinàv re di Admà, Scemèver re di Sevoìm, ed il re di Bela, oggidì Sòar.
3 Tutti questi si unirono nella valle di Siddìm, dove (in oggi) è il lago salso [il lago asfaltide o mare
morto].
4 Per dodici anni avevano servito [pagato tributo] a Kedorlaòmer, e nel terzodecimo si ribellarono.
5 Nell’anno poi decimoquarto venne Kedorlaòmer, coi re a lui uniti, e batterono i Refaei in Ashterot-Carnaim, i Zuzei in Ham, e gli Emei in Sciavè- Kirjathaim.
6 E gli Hhorei nel loro monte Seìr, sino al terebinto di Paràn, ch’è presso al deserto.
7 Indi recaronsi a En-Mishpàt, ora Cadèsh, e batterono tutto il territorio degli Amaleciti; come ,pure gli Emorei, abitanti in Hhassasson-Tamàr.
8 Il re di Sodoma, il re di Gomorra, il re di Admà, il re di Sevoìm, e il re di Bela, oggidì Sòar, uscirono, e schierarono contro di essi battaglia nella valle di Siddim,
9 Contro (cioè) di Kedorlaòmer re di Elàm, Tidaàl re di Goim, Amrafèl re di Scinaàr, ed Arjòh re di Ellassàr; (questi) quattro re (trovavansi) contro quei cinque.
10 La valle di Siddìm conteneva moltipozzi di bitume, ed i re di Sodoma e di Gomorra fuggendo si gettarono ivi, e gli altri fuggirono al monte.
11 Quelli presero tutti gli averi di Sodoma e di Gomorra, e tutti i loro viveri, e se n’andarono.
12 Presero anche Lot nipote d’Abramo, e i suoi averi, e se n’andarono. Egli abitava (allora) in Sodoma.
13 Venuto un fuggitivo, narrò la cosa ad Abramo ebreo [vale a dire transeufratense, venuto dal paese detto Ever Hannahàr], il quale abitava nei terebinti dell’Emoreo Mamrè, fratello di Eshcòl, e fratello di Anèr, i quali erano confederati di Abramo.
14 Abramo, udito ch’il suo congiunto era stato menato in cattività, trasse fuori i (servi) da lui esercitati, nati in sua casa, (in numero di) trecento e diciotto; ed inseguì sino a Dan.
15 Divisosi contro di essi di notte, egli e i suoi servi, li battè, e gl’inseguì sino a Hhovà, ch’è alla sinistra di Damasco.
16 E fece restituire tutti gli averi: anche Lot suo congiunto e i suoi averi fece rendere, ed anche le donne e la gente.
17 Il re di Sodoma gli uscì incontro, alla valle detta Sciavè [piana], detta in oggi Valle regia; dopo ch’egli tornava d’aver battuto Kedorlaòmer ed i re ch’eran con lui.
18 Malkissèdek poi, re di Scialèm, arrecò pane e vino. Egli era sacerdote di Dio altissimo.
19 Lo benedisse, e disse: Benedetto sia Abramo dal Dio altissimo, padrone del cielo e della terra.
20 E benedetto Iddio altissimo che ti diede in mano i tuoi nemici. Ed (Abramo) gli diede la decima d’ogni cosa.
21 Il re di Sodoma disse ad Abramo: Dammi le persone, e gli averi tienti per te.
22 Abramo disse al re di Sodoma: Io alzo la mano [in giuramento] verso il Signore, Iddio altissimo, padrone del cielo e della terra;
23 Che nemmeno un filo, nemmeno una correggia da scarpa; che (in somma) non prenderò alcuna cosa di quanto t’appartiene. Non voglio che tu abbi a dire: Io ho arricchito Abramo.
24 Nulla, tranne quanto hanno mangiato i fanti, e la porzione degli uomini [liberi] che sono venuti con me, Anèr (cioè), Eshcòl e Mamrè, essi prendano la propria porzione.

Genesi 15
1 Dopo queste cose la parola del Signore fu ad Abramo in visione, con dire: Non temere, Abramo; io ti sono scudo, la tua ricompensa (sarà) oltremodo grande.
2 Abramo disse: Signore Iddio, che cosa mi vuoi dare? mentre io morrò senza prole, e l’uomo che ha il governo della mia casa è Dammèssek-Elièzer.
3 Abramo disse: Ecco, a me non hai dato prole; quindi il mio domestico deve ereditarmi.
4 Tosto la parola del Signore fu a lui con dire: Non ti erediterà costui; ma uno che uscirà dalle tue viscere, quegli ti erediterà,
5 Lo trasse fuori, e (gli) disse: Guarda verso il cielo, e numera le stelle, se puoi numerarle. Indi (gli) disse: Tale sarà la tua posterità.
6 Egli ebbe fede nel Signore, e (questi) gliela riputò a merito.
7 E gli disse: Son io il Signore, che ti trassi da Ur-Casdìm, per darti questo paese, da possederlo.
8 (Abramo) disse: Signore Iddio! Che cosa mi farà conoscere, esser io per possederlo?
9 Ed egli gli disse: Provvedimi una vitella terzogenita [pingue], una capra terzogenita, un montone terzogenito; una tortora, ed un piccione.
10 Egli gli provvide tutti questi (animali), li divise per mezzo, e pose l’una metà di ciascheduno in faccia alla sua simile; e gli uccelli non divise.
11 Calarono gli uccelli voraci sui corpi morti, ed Abramo gli sventolò via.
12 Quando il sole era per tramontare, un sopore cadde sopra Abramo, e tosto un terrore, un’oscurità grande gli sopravvenne.
13 Ed egli disse ad Abramo: Devi sapere che la tua discendenza sarà per quattrocento anni avventiccia in paese non suo, e sarà schiava di quei (popoli), e quelli la maltratteranno.
14 Anche però quella nazione, cui (i tuoi discendenti) serviranno, io punirò. E poscia usciranno con grandi averi.
15 Tu poi andrai presso ai tuoi padri in pace; sarai sepolto in felice vecchiaja.
16 Alla quarta generazione poi torneranno quì, poiché l’iniquità degli Emorei non è peranco piena.
17 Appena il sole tramontò, fu tenebre, ed ecco un forno fumante, ed una face ardente, che passarono tra quei brani.
18 In quel giorno il Signore stabilì con Abramo una promessa, con dire: Alla tua discendenza ho destinato questo paese, dal fiume d’Egitto sino al gran
fiume, l’Eufrate.
19 I Kenei, i Kenizei, ed i Cadmonei.
20 I Hhittei, i Perizei ed i Refaei.
21 Gli Emorei, i Cananei, i Ghirgascei, ed i Jevussei.

Genesi 16
1 Sarai moglie d’Abramo non gli avea figliato; aveva però una schiava egizia, di nome Hagar.
2 Sarai disse ad Abramo: Or vedi, il Signore mi nega il figliare; prendi deh la mia schiava, forse avrò prole da lei. Abramo acconsentì a Sarai.
3 Sarai moglie di Abramo prese l’egizina sua schiava Hagar, in capo a dieci anni che Abramo abitava nel paese di Canaan, e la diede, in moglie ad Abramo suo marito.
4 Egli avendo preso Hagar, questa rimase incinta; e vedendosi incinta, ebbe a vile la sua signora.
5 Sarai disse ad Abramo: Ho a lagnarmi di te. Io stessa ti posi in seno la mia schiava, ed ella vedendosi incinta mi ha a vile. Giudichi il Signore fra me e te!
6 Abramo disse a Sarai: La tua schiava è in tua potestà, trattala come ti piace. Sarai la maltrattò, ed ella fuggì dal suo cospetto.
7 Un angelo del Signore la trovò presso una fonte d’acqua, nel deserto; presso la fonte (dico) ch’è sulla via di Sciur.
8 Egli (le) disse: Hagar, schiava di Sarai, onde vieni, e dove vai? Ella disse: Da Sarai mia signora io fuggo.
9 L’angelo del Signore le disse: Torna alla tua signora, e soffri d’esserne maltrattata.
10 L’angelo del Signore le disse: Io renderò numerosa la tua discendenza, cosicchè per la grande moltitudine non sarà numerabile.
11 L’angelo del Signore le disse: Tu sei incinta, e partorirai un figlio, e gli porrai nome Ismael, poichè il Signore ha prestato ascolto [attenzione] alla tua miseria.
12 Ed egli sarà l’onagro dell’umana specie: porterà la mano su tutti, e tutti porteranno la mano sopra di lui; ed al cospetto di tutti i suoi fratelli stabilirà la sua sede.
13 Ella pose nome al Signore che le parlò: Tu sei un Dio provvido; poiché disse: Avrei io creduto di vedere anche qui (provvidenza), dopo (lasciato) il mio provveditore [Abramo]?
14 Quindi è ch’il pozzo fu chiamato Pozzo dell’Immortale provvido. Esso è tra Cadèsh e Bèred.
15 Hagar partorì ad Abramo un figlìo; ed Abramo pose nome al figlio, che gli partorì Hagar, Ismael.
16 Abramo aveva ottantasei anni, quando Hagar gli partorì Ismael.

Genesi 17
1 Ora, essendo Abramo dell’età di novantanove anni, il Signore gli apparve e gli disse: Io sono Iddio onnipossente: cammina davanti a me [segui i miei cenni] e sii integro.
2 Ed io porrò il mio patto [la mia promessa] fra me e te, e ti renderò sommamente numeroso.
3 Abramo si gettò sulla sua faccia, e Dio gli parlò con dire:
4 Eccoti il mio patto [la mia promessa], e diverrai padre di moltitudine di genti.
5 Non sarai più chiamato Abram, ma il tuo nome sarà Abraham; poiché ad esser padre di moltitudine di genti io ti destino.
6 Ti farò grandemente prolificare, ti renderò nazioni, e re da te deriveranno.
7 Fermerò il mio patto fra me e te, e la tua discendenza dopo di te, per tutte le generazioni avvenire, patto perenne; per essere il Dio (tutelare) di te, e della tua discendenza dopo di te.
8 Io darò a te, alla tua discendenza (cioè) dopo di te, la terra delle tue pellegrinazioni, tutto il paese di Canaan, in possesso perpetuo, e sarò il loro Dio.
9 Iddio soggiunse ad Abramo: E tu osserverai il mio patto [la mia legge], tu, e la tua discendenza dopo di te, per tutte le generazioni avvenire.
10 Egli è questo il mio patto che osserverete, (patto) tra me e voi, (e te cioè) e la tua discendenza dopo di te: che abbia a circoncidersi tra voi ogni maschio.
11 Circonciderete la carne del vostro prepuzio: ciò sarà tra me e voi segno di
alleanza.
12 Nell’età di otto giorni verrà circonciso tra voi ogni maschio, per tutte le generazioni avvenire; tanto il natovi in casa, quanto l’acquistato col danaro da qualsiasi straniero, il quale non sia
della tua discendenza.
13 Circonciso dovrà essere chi nasce in casa tua, e chi avrai comprato col danaro: e la mia alleanza sarà nella vostra carne alleanza perenne.
14 Un incirconciso, un maschio che non si circonciderà la carne del prepuzio, quella persona sarà tagliata [tolta] di mezzo ai suoi popoli [non lascerà discendenza, e quindi il suo nome andrà estinto]: ha rotto il mio patto.
15 Iddio soggiunse ad Abramo: Sarai tua moglie, non la chiamerai più Sarai, ma Sara è [esser deve] il nome suo.
16 Io la benedirò, ed infatti ti darò da essa un figlio. La benedirò, sicchè diverrà nazioni, re di popoli da lei deriveranno.
17 Abramo si gettò sulla faccia, e rise; e disse nel suo cuore: Un uomo di cent’anni avrebb’egli prole? e Sara? una donna di novant’anni partorirebb’ella?
18 Abramo disse a Dio: Mi basterebbe che Ismael vivesse davanti a te [protetto da te].
19 Iddio (gli) disse: Ma Sara tua moglie deve partorirti un figlio, cui porrai nome Isacco; ed io fermerò la mia alleanza con lui, alleanza perenne, per la sua discendenza dopo di lui.
20 E quanto ad Ismael, ti esaudisco. Ecco, io lo benedico; lo farò prolificare, e divenire oltremodo numeroso: dodici principi genererà, e lo renderò una grande nazione.
21 Ma la mia alleanza la stabilirò con Isacco, che ti partorirà Sara di questa stagione nell’anno vegnente.
22 Terminato di parlargli, e Dio allontanatosi da Abramo;
23 Abramo prese Ismael suo figlio, e tutti i nati in casa sua, e tutti i da lui comprati per danaro, ogni maschio della gente della casa d’Abramo, e circoncise la carne del loro prepuzio, in quel medesimo giorno, come Iddio gli aveva parlato.
24 Abramo aveva novantanove anni, quando si circoncise la carne del suo prepuzio.
25 Ed Ismael suo figlio aveva tredici anni, quando si circoncise [si lasciò circoncidere] la carne del suo prepuzio.
26 In quel medesimo giorno si circoncise Abramo, ed Ismael suo figlio.
27 E tutta la gente di sua casa, tanto i nati in casa, quanto i comprati per danaro da gente straniera, vennero circoncisi con lui.