Quattro quinti dei membri Onu riconosce la Palestina come Stato
Lo Stato di Palestina a livello mondiale è oggi riconosciuto da 158 (+1: Stato Città del Vaticano) Paesi su 193 pari al 82% degli Stati membri dell’ONU e circa l’90% della popolazione mondiale.
In effetti gli Stati sono 195, cioè i 193 Stati membri dell’Onu, più 2: Stato Città del Vaticano e lo Stato di Palestina, gli unici due Stati non membri osservatori permanenti alle Nazioni Unite.
Ben presto altri potranno aggiungersi, per aderire al processo di riconoscimento dello Stato di Palestina avviato nel 1988.
Tenuto conto che fra i 35 Stati che ancora non hanno riconosciuto lo Stato di Palestina ce ne sono 11: Corea del Sud, Giappone, così come Danimarca, Eritrea, Estonia, Grecia, Liechtenstein, Myammmar, Nuova Zelanda, Panama, Singapore, che hanno espresso voto favorevole alla risoluzione approvata dall’Assemblea Generale dell’Onu che riconosce la Palestina come qualificata per diventare membro a pieno titolo delle Nazioni Unite.
Anche il Parlamento Europeo ha approvato il 17 dicembre 2014 una risoluzione sul riconoscimento dello Stato di Palestina in cui diceva di sostenere in linea di principio i confini del 1967. La risoluzione è stata redatta da cinque gruppi politici ed è stata approvata dall’intero Parlamento con 498 voti favorevoli, 88 contrari e 111 astensioni.

Andorra, Belgio, Francia, Lussemburgo, Malta, San Marino e principato di Monaco hanno riconosciuto lo Stato di Palestina al termine della Conferenza internazionale di alto livello per la soluzione pacifica della questione palestinese e l’attuazione della soluzione dei due stati, presieduta congiuntamente da Francia e Arabia Saudita. La Conferenza iniziata nella sala dell’Assemblea Generale dell’Onu il 22 settembre alle 15:00 ora di New York, (21:00 ora di Roma) si è protratta fino a tarda notte e ha riaffermato gli impegni internazionali per la soluzione dei due Stati e cercherà di mobilitare il sostegno per la sua attuazione.
Il 21 settembre 2025, il Portogallo ha riconosciuto ufficialmente lo Stato di Palestina. La cerimonia si è svolta nella sede della rappresentanza permanente del Portogallo presso le Nazioni unite. La delegazione portoghese, che si trovava a New York per la Settimana di Alto Livello dell’Assemblea Generale Onu, era guidata dal presidente della Repubblica Marcelo Rebelo de Sousa e includeva il ministro degli Esteri Paulo Rangel.
Il 21 settembre 2025, il Regno Unito, Canada e Australia hanno riconosciuto lo Stato di Palestina. Lo hanno annunciato il premier britannico Keith Starmer, il primo ministro australiano Anthony Albanese e l’omologo canadese Mark Carney in rapida successione). In una nota, il leader australiano Albanese ha affermato che la mossa rientra in uno “sforzo internazionale coordinato” con Canada e Regno Unito. “Oggi, per ravvivare la speranza di pace tra palestinesi e israeliani e di una soluzione a due Stati.
Il 21 marzo 2025 il Messico ha riconosciuto lo stato di Palestina.
Il processo è iniziato nel 1988 con la proclamazione dell’allora leader dell’Olp, Yasser Arafat.
Divisi tra loro, Israeliani e palestinesi, storia infinita di una questione sempre più un rompicapo. Due popoli, due Stati: quella che dovrebbe essere la soluzione per molti continua ad essere più retorica che pratica.
Dei 193 Stati membri dell’Organizzazione delle nazioni Unite (Onu), ben 158 oggi riconoscono il diritto dei palestinesi di esistere come entità geografica e politica. Tre quarti della comunità internazionale vede la Palestina come Stato. Tra i 35 mancanti figurano all’appello Stati Uniti e parte dei membri Ue.
Novembre 1988, momento chiave per la Palestina e lo status di Stato
Le rivendicazioni palestinesi conoscono un momento di svolta il 15 novembre 1988, quando l’allora presidente dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp), Yasser Arafat, proclamò la Palestina Stato indipendente e sovrano, con Gerusalemme capitale. Un annuncio che non restò isolato: subito dopo la proclamazione, l’Algeria riconobbe la nuova entità, aprendo la strada al riconoscimento internazionale. Altri 82 Paesi seguirono, e tra novembre e dicembre 1988 ben 83 Paesi del mondo riconobbero la Palestina come Stato.
Il post-1988: altri 20 riconoscimenti nel XX secolo
L’accreditamento internazionale della Palestina non si arresta. Al primo blocco di Paesi, alla spicciolata, se ne aggiungono altri 20 negli anni successivi, e per la fine del secolo si contano ben 103 Stati del mondo a riconoscere uno Stato palestinese, con tutti diritti del caso. Africa, Asia centrale e pure Europa: il sostegno alla causa di Arafat arriva dai diversi quadranti del mondo.
Il nuovo millennio e il sostegno dell’America latina
Il nuovo millennio si apre con nuove iniziative politico- diplomatiche a sostegno della causa palestinese e un riconoscimento dello Stato di Palestina, che arriva con uno slancio tutto nuovo dal centro e sud America. Tra il 2004 e il 2012 altri 30 Paesi vanno ad ingrossare la lista di quanti ritengono che sia tempo di riconoscere la Palestina, che gode adesso di 133 Nazioni mondiali esplicitamente al proprio fianco.
2013, il riconoscimento del Vaticano e nuove nazioni pro-stato Palestinese
Il 2013 segna un momento storico per la causa palestinese. Il Vaticano, che non fa parte dell’Onu, prende ufficialmente posizione della questione arabo-israeliana, e riconosce la Palestina quale Stato. E’ solo uno dei momenti chiave della seconda decade degli anni Duemila in poi. La Svezia rompe gli indugi di un’Ue divisa e dubbiosa, e diventa il primo Paese dell’Europa occidentale a riconoscere lo stato palestinese.
2024, la carneficina a Gaza spinge a nuovi riconoscimenti
Il ministero degli esteri armeno ha annunciato il 21 giugno il riconoscimento dello stato palestinese. Il 4 giugno 2024, la Slovenia ha imitato quanto fatto da Spagna, Norvegia, Irlanda il 28 maggio 2024 e da Bahamas, Barbados, Giamaica, Trinidad e Tobago nei mesi di aprile e maggio 2024.
Il 21 marzo 2025, il Messico ha riconosciuto lo stato di Palestina.
Lo Stato Palestina può partecipare a tutti i procedimenti dell’ONU, può partecipare ai lavori dell’Assemblea con il diritto di essere seduto tra gli Stati membri in ordine alfabetico;
fare dichiarazioni a nome di un gruppo. Introdurre, presentare e co-sponsorizzare proposte ed emendamenti.
Sollevare mozioni procedurali, comprese le mozioni d’ordine e le richieste di mettere ai voti le proposte.
Essere eletti come funzionari nella plenaria e nei Comitati principali dell’Assemblea Generale.
Partecipare pienamente ed efficacemente alle conferenze e agli incontri ONU e internazionali convocati sotto gli auspici dell’Assemblea Generale o, se del caso, sotto gli auspici di altri organi delle Nazioni Unite.
Tuttavia, lo Stato di Palestina non ha ancora il diritto di votare all’Assemblea Generale o di presentare la propria candidatura agli organi delle Nazioni Unite: Consiglio di Sicurezza, Assemblea Generale, Consiglio Economico e Sociale, Consiglio di Amministrazione Fiduciaria, Corte Internazionale di Giustizia e il Segretariato.
In base ai suoi termini, la risoluzione ha stabilito che lo Stato di Palestina è qualificato per diventare membro a pieno titolo delle Nazioni Unite, esortando il Consiglio di Sicurezza (il cui parere è vincolante) a considerare favorevolmente la sua piena adesione.
Ha accesso alle agenzie delle Nazioni Unite e ai trattati internazionali. Grazie a questo status, nel 2015 i palestinesi entrarono a far parte della Corte penale internazionale (Cpi), che permette di indagare sulle operazioni militari israeliane nei Territori palestinesi occupati. Fa anche parte della Convenzioni di Ginevra sul diritto umanitario e la Convenzione contro il genocidio. L’Unesco (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura) aveva aperto la strada, ammettendo lo Stato di Palestina come membro a pieno titolo nell’ottobre 2011.
Lo Stato di Palestina è membro della Lega araba, dell’Organizzazione della cooperazione islamica, del G77, del Comitato Olimpico Internazionale e di varie altre organizzazioni internazionali.
I diritti di partecipazione dello Stato di Palestina saranno resi effettivi attraverso le seguenti modalità a partire dalla 79° sessione dell’Assemblea Generale. Compreso il diritto di essere seduti tra gli Stati membri in ordine alfabetico; fare dichiarazioni a nome di un gruppo. Introdurre, presentare e co-sponsorizzare proposte ed emendamenti. Sollevare mozioni procedurali, comprese le mozioni d’ordine e le richieste di mettere ai voti le proposte.
Essere eletti come funzionari nella plenaria e nei Comitati principali dell’Assemblea Generale. Partecipare pienamente ed efficacemente alle conferenze e agli incontri ONU e internazionali convocati sotto gli auspici dell’Assemblea Generale o, se del caso, sotto gli auspici di altri organi delle Nazioni Unite.
Tuttavia, lo Stato di Palestina non ha il diritto di votare all’Assemblea Generale o di presentare la propria candidatura agli organi delle Nazioni Unite.
Riconoscono lo Stato di Palestina (Cisgiordania, Striscia di Gaza e Gerusalemme Est) quasi tutta l’Asia, l’Africa e l’America Latina. Varie eccezioni sono dovute alla vicinanza diplomatica con gli Stati Uniti. Così in America Latina (tutti tranne Panama), Africa (tutti tranne Camerun [gran cliente di armi israeliane] e Eritrea, Asia (tutti tranne Giappone, Corea del Sud e Myanmar). 16 dei 27 Stati membri dell’UE hanno riconosciuto lo Stato di Palestina. Tra questi non c’è l’Italia.
Attualmente 16 dei 27 Stati membri dell’Ue riconoscono lo Stato di Palestina: Belgio, Bulgaria, Cipro, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria.
3 dei paesi del G7, riconoscono lo Stato di Palestina: Canada, Francia, Regno Unito. 4 No: Germania, Giappone, Italia, e Stati Uniti d’America.
Tutti i 18 paesi aderenti ai BRICS riconoscono lo Stato di Palestina: Bielorussia, Bolivia, Brasile, Cuba, Cina, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, India, Indonesia, Iran, Federazione Russa, Kazakistan, Malesia, Sudafrica, Thailandia, Uganda e Uzbekistan.
Il G20 comprende 19 Stati più l’Unione Europea:
14 Stati riconoscono lo Stato di Palestina: Arabia Saudita, Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Federazione Russa, Francia, India, Indonesia, Messico, Regno Unito, Sud Africa, Turchia;
5 no: Corea del Sud, Germania, Giappone, Italia, Stati Uniti a cui si aggiunge l’Unione Europea che non la riconosce da parte di alcuni suoi membri.
L’OSCE (L’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) comprende 57 Stati partecipanti dell’Europa, dell’Asia centrale e del Nord America:
41 paesi riconoscono lo Stato di Palestina: Albania, Andorra, Armenia, Azerbaigian, Belarus, Belgio, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Canada, Cipro, Federazione Russa, Francia, Georgia, Irlanda, Islanda, Kazakistan, Kirghizistan, Lussemburgo, Malta, Monaco, Mongolia, Montenegro, Norvegia, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Regno Unito, Romania, San Marino, Santa Sede, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Tagikistan, Turchia, Turkmenistan, Ucraina, Ungheria, Uzbekistan.
16 no: Austria, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Macedonia del Nord, Moldova, Paesi Bassi, Stati Uniti e Svizzera.
Riconoscono lo Stato di Palestina 158 Stati (+1: Stato Città del Vaticano) appartenenti all’Onu su 193.

I 158 (+1) Stati membri dell’Onu che riconoscono lo Stato di Palestina:
- Afghanistan
- Albania
- Algeria
- Andorra
- Angola
- Antigua and Barbuda
- Argentina
- Armenia
- Australia
- Azerbaijan
- Bahamas
- Bahrain
- Bangladesh
- Barbados
- Belarus
- Belize
- Belgio
- Benin
- Bhutan
- Bolivia
- Bosnia and Herzegovina
- Botswana
- Brazil
- Brunei
- Bulgaria
- Burkina Faso
- Burundi
- Canada
- Cambodia
- Cape Verde
- Central African Republic
- Chad
- Chile
- China
- Colombia
- Comoros
- Costa Rica
- Cuba
- Cyprus
- Czech Republic, la Cecoslovacchia, quando era nell’orbita dell’Urss riconobbe lo Stato di Palestina, ma dopo la divisione con la Slovacchia, la Repubblica Ceca ha dichiarato un ripensamento anche se Praga continua ad ospitare un’ambasciata palestinese.
- Democratic Republic of the Congo
- Djibouti
- Dominica
- Dominican Republic
- Ecuador
- Egypt
- El Salvador
- Equatorial Guinea
- Eswatini
- Ethiopia
- Francia
- Gabon
- Georgia
- Ghana
- Giamaica
- Grenada
- Guatemala
- Guinea
- Guinea-Bissau
- Guyana
- Haiti
- Honduras
- Hungary con la fine dell’Urss, l’Ungheria con una dichiarazione ha espresso un ripensamento, ciononostante Budapest ospita ancora un’ambasciata palestinese.
- Iceland
- India
- Indonesia
- Iran
- Iraq
- Ireland
- Ivory Coast
- Jordan
- Kazakhstan
- Kenya
- Kuwait
- Kyrgyzstan
- Laos
- Lebanon
- Lesotho
- Liberia
- Libya
- Lussemburgo
- Madagascar
- Malawi
- Malaysia
- Maldives
- Mali
- Malta
- Mauritania
- Mauritius
- Messico
- Monaco
- Mongolia
- Montenegro
- Morocco
- Mozambique
- Namibia
- Nepal
- Nicaragua
- Niger
- Nigeria
- North Korea
- Norvegia
- Oman
- Pakistan
- Papua New Guinea
- Paraguay
- Peru
- Philippines
- Poland
- Portogallo
- Qatar
- Regno Unito
- Republic of the Congo
- Romania
- Russia
- Rwanda
- Saint Kitts and Nevis
- Saint Lucia
- Saint Vincent and the Grenadines
- San Marino
- Sao Tome and Principe
- Saudi Arabia
- Senegal
- Serbia
- Seychelles
- Sierra Leone
- Slovakia
- Slovenia
- Somalia
- South Africa
- South Sudan
- Spagna
- Sri Lanka
- Sudan
- Suriname
- Sweden
- Syria
- Tajikistan
- Tanzania
- Thailand
- The Gambia
- Timor-Leste
- Togo
- Trinidad e Tobago
- Tunisia
- Turkey
- Turkmenistan
- Uganda
- Ukraine
- United Arab Emirates
- Uruguay
- Uzbekistan
- Vanuatu
- Venezuela
- Vietnam
- Yemen
- Zambia
- Zimbabwe
+ Stato Città del Vaticano, uno dei due Stati non membri ONU ma con lo status di osservatore permanente.
più Western Sahara che non è uno Stato membro dell’ONU ma è nella lista delle Nazioni Unite dei territori non autonomi.
Non riconoscono lo Stato di Palestina, 35 Stati membri dell’Onu:
- Austria: relazioni informali
- Camerun: relazioni informali
- Corea del Sud: relazioni informali
- Croazia: relazioni informali
- Danimarca: relazioni informali
- Eritrea: relazioni informali
- Estonia: relazioni informali
- Figi
- Finlandia
- Germania: relazioni informali
- Giappone: relazioni informali
- Grecia: relazioni informali
- Isole Marshall
- Isole Salomone
- Israele: relazioni informali
- Italia: relazioni informali
- Kiribati
- Lettonia: relazioni informali
- Liechtenstein
- Lituania: relazioni informali
- Macedonia del Nord
- Micronesia
- Moldavia: relazioni informali
- Myammmar
- Nauru
- Nuova Zelanda: relazioni informali
- Paesi Bassi: relazioni informali
- Palau
- Panama
- Samoa
- Singapore
- Stati Uniti: relazioni informali
- Svizzera: relazioni informali
- Tonga
- Tuvalu




