Guernica

GUERNICA è una cittadina della Spagna settentrionale, nella provincia  di Biscaglia nei Paesi Baschi.

Fu rasa al suolo durante la guerra civile (aprile 1937) dall’aviazione tedesca in appoggio ai franchisti. All’episodio è ispirato un dipinto di Pablo Picasso, presentato nel padiglione spagnolo dell’Esposizione internazionale di Parigi del 1937.

È un dipinto di protesta contro la violenza, la distruzione e la guerra in generale.

La violenza, lo stupore, l’angoscia e la sofferenza sono deducibili esplicitamente guardando, sulla sinistra dell’opera, la madre che grida al cielo disperata, con in grembo il figlio ormai senza vita La madre con il neonato morto in braccio è una attuale Pietà, Un cavallo, che somiglia a un asino è il simbolo dell’irrompere della brutalità, insieme a un toro, simbolo del sacrificio nella corrida, ricordano la composizione del presepe natalizio, che risulta però sconvolto dal bombardamento.

Il toro rappresenta anche  la follia della guerra, mentre il cavallo, trafitto da una lancia, simboleggia la Spagna. La colomba a sinistra, richiamo alla pace, ha un moto di strazio prima di cadere a terra.

In basso nel dipinto c’è un cadavere che ha una stigma sulla mano sinistra come simbolo di innocenza mentre stringe nella mano destra una spada spezzata, simbolo della sconfitta e dell’inutile martirio, da cui sorge un pallido fiore, quasi a dare speranza per un futuro migliore.

Una donna con una lampada cerca di fuggire un’altra si trascina faticosamente,. Le guerre contemporanee entrano nelle case così come nelle stalle,non risparmiando bambini, donne, animali.

La lampada, semplice oggetto domestico, è segno del quotidiano fragile, violato e sconvolto. È accesa perché tutto avviene di sera, il momento in cui si torna a casa nell’illusione di essere sicuri e protetti.

Sulla destra c’è un uomo che urla, le braccia protese afferrano il nulla, il fuoco lo raggiunge, lo prende, lo inghiotte come una bocca famelica. Le fiamme sono denti aguzzi. Per questa figura, Picasso si è ispirato ad un altro capolavoro: ‘Il 3 maggio 1808’ di Francisco Goya.

La gamma dei colori è limitata; vengono, infatti, utilizzati esclusivamente toni grigi, neri e bianchi, così da rappresentare l’assenza di vita, oltre a conferire all’opera una più intensa drammaticità.

L’alto senso drammatico nasce dalla deformazione dei corpi, che sottolineano l’assenza di vita a Guernica.

Questo quadro doveva rappresentare una sorta di manifesto che esponesse al mondo la crudeltà e l’ingiustizia delle guerre. perché, secondo Picasso la guerra è sofferenza, ma nell’opera, se si guarda bene, c’è anche una lampadina che simboleggia la speranza.

(Pietro Molinari, tesina di arte per l’esame di terza media anno 2021/22)

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