Djafar Damardji

Regista algerino, nato l’8 marzo del 1934 ad Algeri, studiò arte drammatica all’Università Humboldt di Berlino Est, allora capitale della DDR.

Djafar Damardji e Christine Proba e Anissa Damardji
Djafar Damardji e Christine Proba e Anissa Damardji

l cinema algerino nacque dalle circostanze e in occasione della guerra d’Algeria che offrì un tema profondo e tragico e servì come mezzo di propaganda bellica.

Negli anni ’50, un anticolonialista francese, René Vautier , suggerì ai leader del Fronte di Liberazione Nazionale (FLN) di produrre un film che descrivesse gli orrori inflitti dalle forze francesi durante la guerra e di far conoscere la causa algerina al mondo.

Negli anni successivi all’indipendenza, la rivoluzione di liberazione fu ancora il tema principale della maggior parte dei pochi film algerini usciti.

Alcuni di questi vinsero premi internazionali. La battaglia di Algeri (1966) del regista italiano Gillo Pontecorvo vinse il Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia, e Chronique des années de braise (1975) di Mohammed Lakhdar-Hamina fu il primo film di un regista africano a ricevere la Palma d’oro al Festival di Cannes e il Moscow International Film Festival Prize.

l’Algeria dalla Guerra d’Indipendenza a metà degli anni ’50 fino alla fine della Guerra Fredda, per quasi quattro decenni, ha perseguito una stretta cooperazione educativa con i paesi dell’Europa orientale. Migliaia di algerini si formarono nelle principali università dei paesi socialisti. Al loro ritorno in patria, ricoprirono posizioni di responsabilità, insegnarono e svolsero un ruolo di primo piano in campo artistico e culturale.

La colonia algerina della DDR contava diversi artisti. Membro della compagnia artistica del FLN, Mohammed Zinet frequentò il Berliner Ensemble di Berthold Brecht nel 1959, mentre Djafar Damardji iniziò a studiare teatro a Lipsia.

Dopo l’indipendenza, furono seguiti da altri uomini di teatro, tra cui Noureddine El Hachemi e Saddek Kebir.

Nel frattempo, due giovani artisti si erano iscritti alla Scuola di Belle Arti di Lipsia: il pittore M’hamed Issiakhem, che aveva già collaborato con il quotidiano comunista Alger républicain e studiato a Parigi, e lo scultore e artista visivo Mustapha Adane, arrivato nella DDR grazie a una borsa di studio offerta dall’UGTA, dopo aver prestato servizio in un centro di accoglienza per orfani di guerra vicino a Tunisi 19 .

Nel frattempo in Algeria il quadro politico era più che movimentato.

Ferhāt ‘Abbās

Ferhāt 'Abbās

Ferhāt ‘Abbās (Taher, 24 ottobre 1899 – Algeri, 24 dicembre 1985) fu il primo presidente del governo algerino provvisorio dal 1958 al 1961 anno in cui fu estromesso da ruoli di primo piano dai nazionalisti radicali che gli preferirono Ben youcef Ben khedda (Berrouaghia, 23 febbraio 1920 – Algeri, 4 febbraio 2003) che fu il secondo Presidente del Governo provvisorio della Repubblica algerina.

Ben youcef Ben khedda

Ben youcef Ben khedda

Durante la riunione della CNRA tenutasi a Tripoli dal 9 al 27 agosto 1961, fu nominato presidente del Governo provvisorio della Repubblica algerina (GPRA). Concluse i negoziati con la Francia avviati dal governo di Ferhat Abbas e proclamò il cessate il fuoco negoziato negli Accordi di Evian alla vigilia del 19 marzo.

Il 20 giugno 1962 dichiarò che il potere dell’esecutivo provvisorio era limitato all’organizzazione del referendum

Fu accolto dalla popolazione esultante di Algeri il 3 luglio 1962, giorno del riconoscimento ufficiale dell’indipendenza dell’Algeria da parte della Francia.

Ahmed Ben Bella

Ahmed Ben Bella

Il suo successore Ahmed Ben Bella (Maghnia, 25 dicembre 1916 o 1918 – Algeri, 11 aprile 2012) famoso rivoluzionario algerino, liberato in seguito agli accordi di Évian (1962), che sancirono l’indipendenza dell’Algeria, venne eletto prima vicepresidente e poi presidente del Consiglio dei ministri del nuovo Stato.

Era molto amato dal popolo algerino come pochi altri capi rivoluzionari; il suo nome scandito ritmicamente era il grido di guerra dell’Armata Popolare di Liberazione.

Ben Bella assunse il 15 settembre del 1963 anche le cariche di segretario del FLN e di presidente della Repubblica, estromettendo via via dal potere i suoi avversari di destra e di sinistra, tra cui lo stesso premier Ben youcef Ben khedda.

Ferhāt ‘Abbās dopo la conquista dell’indipendenza divenne presidente dell’Assemblea costituente della nuova Repubblica Algerina (1962), abbandonò la politica nel 1963 per forti contrasti con il presidente Ahmed Ben Bella, e l’anno successivo fu arrestato e tornò il libertà solo nel 1965.

Houari Boumédiène

Houari Boumédiène

Alle due del mattino del 19 giugno 1965, la sua attività fu bruscamente troncata da un colpo di Stato guidato dall’antico compagno d’armi Houari Boumédiène, a seguito del quale Ben Bella fu messo agli arresti domiciliari.

Nel luglio 1979, poco dopo la morte di Boumédiène, Ben Bella venne liberato dopo quasi un quindicennio di prigionia e, nel 1980, venne esiliato in Francia, da cui fu però espulso nel 1983, stabilendosi in Svizzera. Soltanto nel settembre 1990 gli fu concesso di tornare in patria.

Nel luglio 1979, poco dopo la morte di Boumédiène, Ben Bella venne liberato dopo quasi un quindicennio di prigionia e, nel 1980, venne esiliato in Francia, da cui fu però espulso nel 1983, stabilendosi in Svizzera. Soltanto nel settembre 1990 gli fu concesso di tornare in patria.

Intanto il giovane Djafar Damardji aveva conosciuto a Berlino Est una bella e affascinante attrice, Christine Proba con cui ebbe una bambina che nacque il 29 ottobre 1962.

Il 13 agosto 1961 la Repubblica Democratica Tedesca (DDR) iniziò la costruzione del Muro di Berlino, erigendo reticolati di filo spinato che furono poi sostituiti da un vero e proprio muro di cemento, per separare fisicamente Berlino Est da Berlino Ovest.

Il muro nel 1963, era ancora di una certa permeabilità, fu così che Djafar Damardji e Christine Proba con la piccola Anissa Damardji in braccio scavalcarono il filo spinato per raggiungere l’ovest.

Per tutta la vita, Christine rimproverò Djafar di non essere passato dal calzolaio a ritirare un paio di scarpe che erano state riparate, prima di fuggire.

Nei primi decenni dopo l’indipendenza, soprattutto durante la presidenza di Houari Boumédiène, si verificò un generale impulso alla produzione cinematografica e un crescente interesse popolare per il cinema.

Djafar Damardji tornò in Algeria e nel 1964 insegnò all’I.N.C (Institut National de la Cinématographie), istituito il 19 agosto del 1964, dipendente dal C.N.C (Centre National du Cinéma Algérien).

Il 17 marzo 1967, vengono aboliti il C.N.C. et de l’I.N.C. e istituito al loro posto il Centre Algérien de la Cinématographie (C.A.C).

Djafar Damardji viene nominato vicedirettore della Cultura Popolare con l’incarico di dirigere il dipartimento audiovisivo del Ministero dell’Informazione e della Cultura con decreto del 19 aprile 1967.

Nel 1968 assunse la direzione dell’unità di produzione del FLN, dove diresse il suo primo lungometraggio.

Fu Co-fondatore del CAVAK, un centro audiovisivo a Kindi, negli Emirati Arabi Uniti,

produsse anche numerosi cortometraggi e lungometraggi:

https://africultures.com/personnes/?no=7170

Errances (1993). titolo originale: Terre en Cendres, 100 minutes

Algeria, 1993, Fiction, 1h40, Biopic, 35 mm

Un film su Isabelle Eberhardt, fine del XIX secolo. Nata in una famiglia aristocratica russa, Isabelle Eberhardt trascorse la sua giovinezza a Ginevra, dove suo padre emigrò a causa della sua opposizione al regime zarista. All’età di vent’anni, lei e sua madre decisero di stabilirsi in Algeria, sotto l’occupazione francese. Il viaggio di questa giovane donna, travestita da uomo e convertita al misticismo degli Zaouia, avrebbe incrociato quello di una popolazione oppressa, sradicata e costretta a vagare. Destini individuali e collettivi si fondono quindi in una ricerca di amore, verità e libertà.

CAST

Corinna Harfouch

Hamid CHABOUNI

Michael GWISDEK

Produttore:

Liazid Khodja

Regista:

Djafar DAMARDJI

Sceneggiatore:

Djafar Damardjji

Direttore della fotografia:

Smaïl Lakhdar-Hamina

Montatore / Montatore

Rachid MAZOUZA

PRODUZIONE :

Maghreb Film (Algeria)

Centro algerino per l’arte e l’industria cinematografica (CAAIC)

Les bonnes familles (Al-usar al-tayyibah) 1972, 1h 33min

Algeria

Damardji aggiunse il suo nome alla storia del cinema algerino con Les bonnes familles (1972), un film che criticava l’arrivismo e lo spirito piccolo-borghese dell’élite burocratica dell’Algeria socialista.

In film che si oppone al ripristino dei privilegi feudali e ad altre misure che contraddicono lo spirito della rivoluzione e gli interessi dei lavoratori in Algeria negli anni ’70, esplorando i fenomeni delle alleanze familiari nelle aree urbane e rurali, della tecnocrazia e della borghesia terriera algerina.

CAST

Hamid CHABOUNI

Seghir BENCHEIKH

Rabah CHOUIDER

Hassan El-Hassani

Hassan El-Hassani

Khaled SAFER

Produttore:

Mouloud DJEMAA

Regista:

Djafar DAMARDJI

Direttore della fotografia:

Turki BOUBEKER

Tecnico del suono:

Abdelhamid OULMI

PRODUZIONE :
Office National pour le Commerce et l’Industrie Cinématographique (ONCIC)

Setif 1947

Setif 1947
Setif 1947

Algeria

Il massacro di Sétif e Guelma è stata una violenta repressione attuata dalle forze armate francesi e dai coloni europei in seguito ai moti indipendentisti, nazionalisti e anticolonialisti scoppiati in alcune località del dipartimento di Costantina, nell’Algeria francese l’8 maggio 1945.

In risposta alla repressione effettuata dalla polizia francese sui manifestanti durante una manifestazione nazionalista, scoppiarono una serie di disordini a Sétif che furono seguiti poi da una serie di attacchi ai coloni francesi nelle campagne circostanti che provocarono complessivamente 102 morti. Le autorità coloniali francesi e i coloni europei scatenarono così un’ondata di massacri che costò la vita a 6.000-30.000 musulmani nella regione. Sia lo scoppio che la natura indiscriminata della sua rappresaglia segnarono un punto di non ritorno nelle relazioni franco-algerine, dando il via al percorso che avrebbe portato allo scoppio della guerra d’Algeria del 1954-1962.

Regista:

Djafar DAMARDJI

GPL

Algeria

Regista:

Djafar DAMARDJI

Algérie 1830

Algeria

Genre : historique

Regista:

Djafar DAMARDJI

Novembre 1954

Novembre 1954
Novembre 1954

Algeria

Genre : historique

Regista:

Djafar DAMARDJI

Flucht aus der Hölle (Fuga dall’inferno) 1960.

Flucht aus der Hölle
Flucht aus der Hölle

Attore:

Djafar Damardji

è un film televisivo in quattro parti della DFF (La Deutsche Fernsehfunk che dal 1972 al 1990 prese il nome di Fernsehen der DDR, era l’emittente radiotelevisiva di Stato della Germania dell’Est)

Prodotto nel 1960 presso lo studio DEFA per lungometraggi.

La serie racconta il destino di un legionario straniero della Germania Ovest durante la guerra d’Algeria e la sua fuga nella Germania Est; la storia si svolge approssimativamente tra il 1956 e il 1959. Armin Mueller-Stahl ha interpretato il ruolo principale del legionario Hans Röder.

Hans Röder, un meccanico residente a Francoforte sul Meno, viene convinto dal signor Mouchon, un cliente dell’officina dove lavora, che una riparazione da lui eseguita ha causato un grave incidente stradale. Röder va nel panico e, su consiglio di Mouchon, si arruola nella Legione Straniera .

In Algeria, Röder prende parte a una cosiddetta spedizione punitiva contro il villaggio di Ain Fra, vicino a Tebessa, i cui abitanti avrebbero ucciso a tradimento il suo superiore, il tenente Fellier. Röder sospetta, tuttavia, che Fellier sia stato ucciso dal sergente Sourand perché Fellier voleva rendere pubbliche le informazioni sui massacri francesi della popolazione civile algerina.

Sourand lavora per l’organizzazione segreta Mano Rossa , che opera anche nella Germania Ovest e liquida i sostenitori del movimento di resistenza algerino Front de Libération Nationale (FLN). Mentre spara agli abitanti del villaggio, Röder riesce ad aiutare la combattente della resistenza Djamila a fuggire. Lui stesso diserta.

Con l’aiuto dell’FLN, riesce a raggiungere Tunisi , dove entra in contatto con il console dell’FLN , Mustafa Saadi. L’editore Lemaigre, disposto a pubblicare le esperienze di Röder lì, viene assassinato dalla Mano Rossa . A Tunisi, Röder incontrò anche Puchmann, un cittadino della Germania Ovest che forniva armi all’FLN.

Röder riesce a tornare nella Germania Ovest. Arriva ad Amburgo in nave , dove la sua ragazza Ilse, che vive a Francoforte sul Meno, gli fa visita.

Röder contatta il trafficante d’armi Schlüsser, che fornisce armi all’FLN, ma viene pedinato dai membri della Mano Rossa , che minacciano Ilse nel tentativo di costringere Röder alla resa.

Schlüsser viene ucciso da una bomba nel suo appartamento mentre si prepara per una nuova spedizione di armi via nave.

L’indagine della Divisione per la Sicurezza dello Stato del Dipartimento di Polizia Criminale di Amburgo non porta a nulla; il commissario apparentemente non ha alcun interesse a risolvere il caso.

Tornato a Francoforte, Röder apprende che Saadi è stato assassinato dalla Mano Rossa . Mentre si reca da Puchmann, tornato in Germania, la Mano Rossa tenta di assassinare Röder.

Sebbene l’attacco fallisca, i membri dell’organizzazione riescono a uccidere Puchmann. Non vedendo altra opzione che fuggire nella DDR, Röder si reca a Berlino Ovest, dove, con l’acquiescenza della polizia criminale di Berlino Ovest, viene arrestato dalla polizia francese come disertore e deportato in Francia.

Con un trucco, Röder riesce a stordire le sue due guardie e a saltare giù dal treno in corsa. Mentre inseguono Röder, i tre finiscono nei locali di un’azienda statale (VEB), dove la sicurezza della fabbrica arresta i due francesi. Röder è salvo.

Il film è composto da quattro parti:

1. Il crimine di Tebessa

2. La strada per Tunisi

3. La morte ha molte mani

4. L’ultima possibilità

La serie utilizza diversi flashback . La trama del film inizia con la fuga di Röder dal treno. Solo nella seconda parte diventa chiaro il motivo per cui Röder si è arruolato nella Legione Straniera. Il film si conclude con una ripetizione della sequenza iniziale.

Secondo lo sceneggiatore Gottfried Grohmann, la serie è basata su eventi reali.

Pertanto, i nomi di alcuni dei protagonisti sono ispirati a personaggi contemporanei: Puchmann prende il nome dal mercante d’armi di Francoforte Georg Puchert,

Schlüsser dal mercante d’armi di Amburgo Otto Schlüter,

Merville da Mercier, il capo sezione della Mano Rossa.

Ex disertori della Legione hanno anche collaborato come consulenti nello sviluppo della sceneggiatura.

La serie, composta da più episodi, è stata girata in 121 giorni; non è stata utilizzata alcuna controfigura per Armin Müller-Stahl nelle scene d’azione.

Tutti i ruoli algerini sono stati interpretati da studenti algerini.

Alcune scene sono state girate anche nella Germania Ovest (Amburgo, Francoforte sul Meno) e utilizzate per la retroproiezione .

Fuga dall’inferno debuttò sul DFF dal 18 ottobre al 1° novembre 1960.

Le singole parti venivano proiettate settimanalmente.

Il filmato fu anche montato in un film abbreviato in due parti , che uscì nei cinema della Germania Est il 6 aprile 1962.

In un articolo sulla serie, Der Spiegel ipotizzò che la sceneggiatura fosse basata nei dettagli sulla serie di Spiegel Death Comes by Mail , apparsa sulla rivista a partire dal 2 marzo 1960.

Nel febbraio 2018, Studio Hamburg Enterprises ha pubblicato un’edizione DVD.

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