Mercoledì 8 aprile 2026 il Consiglio comunale di Senigallia ha approvato una mozione per il riconoscimento dello Stato della Palestina, con 21 voti favorevoli e 3 astenuti (Fratelli d’Italia).
IL CONSIGLIO COMUNALE DI SENIGALLIA
RICONOSCE
l’esistenza dello Stato di Palestina
E CHIEDE
al Parlamento e al Governo italiano, di:
riconoscere a tutti gli effetti lo Stato di Palestina come entità sovrana. che implica la piena legittimazione dell’entità palestinese come soggetto di diritto internazionale, con la possibilità di esercitare i propri diritti e doveri come uno Stato;
lavorare affinché altrettanto venga fatto anche presso il Parlamento Europeo; interrompere la vendita di armi a tutti i gruppi armati coinvolti nel conflitto impiegare tutti gli strumenti politici, diplomatici e di diritto internazionale per:
fermare l’escalation di violenza e di atti terroristici per arrivare al più presto ad un immediato ‘cessate il fuoco’ generale a Gaza, in Cisgiordania e in Israele;
mettere fine dell’occupazione dei territori palestinesi fermando la colonizzazione e l’annessione dei Territori Palestinesi;
rilasciare gli ostaggi e tutti i prigionieri detenuti illegalmente da entrambe le parti; implementare le operazioni di solidarietà internazionale rivolte alla popolazione della Striscia di Gaza;
IMPEGNA
l’Amministrazione comunale a farsi promotrice, ove possibile, di progetti di cooperazione internazionale e di gemellaggi con città palestinesi e israeliane, che condividano il valore della pace, del dialogo, del diritto internazionale e dei diritti umani.
Il Sindaco e la Giunta a:
- trasmettere il presente atto alla Presidenza del Consiglio dei ministri, ai Ministri competenti e alle Camere del Parlamento affinché l’Italia riconosca lo Stato di Palestina nelle sedi competenti e si faccia promotrice di analogo processo di riconoscimento presso l’unione Europea mediante ratifica da parte degli organi competenti;
- dare massima diffusione del presente Ordine del Giorno alla cittadinanza e alle associazioni e inoltrarlo:
- al Presidente della Repubblica Italiana;
- ai Gruppi Parlamentari del Parlamento Europeo;
- al Presidente e ai Gruppi del Consiglio Regionale delle Marche
- ai Sindaci e ai Presidenti dei Consigli comunali delle città marchigiane.
3. l’istituzione comunale, anche attraverso la Scuola di Pace del Comune, ad organizzare sul territorio incontri pubblici per sensibilizzare la comunità, per far crescere la conoscenza del conflitto e la consapevolezza della gravità del momento, e a dare massima pubblicità alla presente determinazione
Protocollo C_i608/00000001 GE/2026/0022706 del 03/04/2026 – Pag. 1 di 5
Al Presidente del Consiglio Comunale di Senigallia
MOZIONE EX ART.13 REGOLAMENTO CONSIGLIO COMUNALE, AD OGGETTO
“PER IL RICONOSCIMENTO DELLO STATO DELLA PALESTINA”
PREMESSO CHE
Il conflitto lsraelo-Palestinese non nasce il 7 ottobre 2023 con l’abominevole strage compiuta dalle milizie di Hamas e di altri gruppi armati, ma ha una storia lunga e complessa che dura da decenni e ha provocato migliaia di vittime civili, distruzioni, sofferenze e gravi violazioni dei diritti umani;
le azioni terroristiche sono da condannare senza ambiguità e giustificazioni da qualunque parte esse vengano attuate;
l’attacco di Hamas e la risposta di Israele costituiscono aperte violazioni del diritto internazionale generale e di quello umanitario;
è opportuno separare gli atti terroristici dalla responsabilità della popolazione civile inerme, dentro la Striscia di Gaza e in Cisgiordania;
è fondamentale promuovere una soluzione pacifica e duratura che rispetti i diritti umani, il rispetto e la sicurezza di entrambi i Popoli;
l’azione del governo e dell’esercito israeliano non rispettano due dei principi fondamentali del diritto internazionale umanitario: il principio di distinzione tra militari e civili, che impone di evitare di coinvolgere i civili nei combattimenti, e il principio di proporzionalità della risposta, in relazione agli effetti sulla popolazione civile dell’obiettivo militare che si vuole perseguire;
il rispetto del diritto internazionale umanitario e quello dei principi universali dei diritti umani non possono essere elusi;
Il 29 novembre 1947, l’Assemblea Generale dell’Onu con la Risoluzione 181, conosciuta come Partition Resolution, ha prefigurato l’istituzione nella terra di Palestina di uno “Stato ebraico” e uno “Stato arabo”, assegnando temporaneamente alla città di Gerusalemme uno speciale status internazionale gestito dalle Nazioni Unite;
Le Nazioni Unite, L’Unione Europea e numerosi Stati, tra i quali quello italiano, hanno più volte richiamato la necessità di una soluzione pacifica fondata sul principio dei due Stati, che consenta a israeliani e palestinesi di vivere in condizioni di sicurezza, libertà riconoscimento e rispetto reciproco;
La Quarta Convenzione di Ginevra, la Carta delle Nazioni Unite e numerose risoluzioni dell’ONU stabiliscono i principi del diritto internazionale in materia di conflitti, occupazioni e diritti dei popoli, compreso il diritto all’autodeterminazione che è iscritto tra i fini delle Nazioni Unite enunciato dall’art.1 dello Statuto;
La Risoluzione 3236 del 1974 dell’Assemblea Generale indica espressamente, tra gli inalienabili diritti del popolo palestinese, il diritto all’autodeterminazione;
il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, con risoluzione 242 (1967) del 22 novembre 1967, ha affermato che “la realizzazione dei principi della Carta delle Nazioni Unite esige l’instaurazione di una pace giusta e duratura in Medio Oriente che dovrebbe comprendere il ritiro delle forze armate israeliane dai territori palestinesi occupati nel recente conflitto e la
cessazione di tutte le manifestazioni di belligeranza con il riconoscimento della sovranità, dell’integrità territoriale e dell’indipendenza politica di ogni Stato della regione, compreso lo stato di Palestina, e dei loro diritti di vivere in pace all’interno di frontiere sicure e riconosciute al riparo di minacce o atti di forza”
il riconoscimento dello Stato d’Israele da parte dell’ONU ( 1949) e dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina ( 1988), gli Accordi di Oslo (1993-95) sottoscritti dalle parti ed il nutrito pacchetto di risoluzioni ONU costituiscono il quadro di riferimento giuridico necessario per dar corso al riconoscimento dello Stato di Palestina;
lo Stato di Palestina è stato riconosciuto dalla risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazione Unite del 29 novembre 2012 come “Stato osservatore permanente non membro” presso l’organizzazione:
il Parlamento europeo ha riconosciuto in linea di principio lo Stato di Palestina con la risoluzione 2014/2964 (RSP) approvata in data 17 dicembre 2014;
il 10 aprile 2024 l’Assemblea Generale dell’ONU ha adottato la risoluzione intitolata “Ammissione di nuovi membri alle Nazioni Unite” (documento A/ES-10/L.30/Rev.1) con 143 voti favorevoli, 9 contrari e 25 astensioni. La risoluzione stabilisce che lo Stato di Palestina è qualificato per l’adesione alle Nazioni Unite in conformità con l’articolo 4 della Carta delle Nazioni Unite e dovrebbe, pertanto, essere ammesso a far parte dell’Organizzazione come membro a tutti gli effetti;
il 18 aprile 2024 la proposta di risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU S/2024/312, necessaria per l’effettiva adesione della Palestina come stato membro, è stata accolta da 12 dei 15 paesi votanti. ma bloccata dal voto contrario degli Stati Uniti d’America:
CONSIDERATO CHE
per complessi e svariati motivi, con responsabilità sia di Israele che dei paesi arabi circostanti, dei due Stati previsti con la Partition Resolution, finora è stato creato solo lo Stato di Israele.
l’autodetenninazione del popolo palestinese è impedita dall’occupazione militare illegale e dalla politica di colonizzazione del governo israeliano
il Consiglio di Sicurezza, con risoluzione 2334 del 23 dicembre 2016, chiede ad Israele di porre fine alla sua politica di insediamenti nei territori palestinesi dal 1967, inclusa Gerusalemme Est. e ribadisce che non riconoscerà alcuna modifica dei confini del 1967.
i vari governi israeliani che si sono susseguiti dal 1967 ad oggi hanno disatteso tutte le risoluzioni delle Nazioni Unite e del suo Consiglio di Sicurezza;
senza il riconoscimento formale dello Stato di Palestina nessuna pace giusta e duratura sarà possibile;
alla fine di maggio 2024 Spagna, Norvegia, Slovenia e Irlanda si sono unite al gruppo di Stati membri dell’ONU che riconoscono formalmente lo Stato di Palestina; a settembre 2025 Gran Bretagna, Francia, Canada, Portogallo e Australia
sono ormai 152 su 193 Stati membri delle Nazioni Unite, oltre il 75% degli Stati Membri, che hanno riconosciuto formalmente lo Stato di Palestina, entro i confini antecedenti la guerra del 1967 e con Gerusalemme capitale condivisa, quale passo fondamentale per una equa soluzione politica del conflitto che porti ad una pace duratura;
lo Stato di Palestina è attualmente membro della Lega araba, dell’Organizzazione della cooperazione islamica, del G77, del Comitato Olimpico Internazionale, dell’UNESCO e di varie altre organizzazioni internazionali;
il riconoscimento internazionale dello Stato di Palestina è un passo fondamentale per equiparare la sua condizione sul piano politico a quella di altri Stati, riconoscere le aspirazioni legittime ad avere uno Stato da parte dei palestinesi e ribadire le tutele previste dal diritto internazionale.
RICORDATO CHE
l’Italia, in qualità di membro delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea, ha una responsabilità morale e politica di promuovere la pace, la giustizia e internazionale e la tutela dei diritti umani;
l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, ai sensi de/l’articolo 11 della Costituzione;
che la Legge n 185/1990 vieta l’autorizzazione ad effettuare le movimentazioni di prodotti per la difesa quando queste contrastino con il principio della Costituzione italiana che ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;
il Comune di Senigallia, ai sensi del proprio Statuto (cfr. ex art. 6 commi 5,6 e 7) individua nella pace un bene essenziale per tutti i popoli e indica nel rispetto rigoroso dei diritti politici e umani la condizione indispensabile
la politica estera italiana fin dagli anni 70 è sempre stata trasversalmente impegnata per la pace in Medio Oriente e per il riconoscimento dei diritti legittimi del popolo palestinese;
su iniziativa italiana l’Europa, con la Dichiarazione di Venezia del 1980, riconobbe il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese;
nel 2012 all’Assemblea delle Nazioni Unite l’Italia votò a favore dell’ammissione della Palestina quale Stato osservatore all’ONU;
nel dicembre 2014 il Parlamento italiano ha approvato una mozione che impegnava il governo a “sostenere l’obiettivo della costituzione di uno Stato palestinese” e a promuovere il riconoscimento della Palestina quale stato democratico e sovrano entro i confini del 1967, con Gerusalemme capitale condivisa”, sostenendo e promuovendo i negoziati diretti fra le parti.
RICHIAMATO COME
diversi Consigli Comunali in Italia abbiano già avuto modo di votare documenti tesi a stimolare il raggiungimento di soluzioni di pace in Medio Oriente ed abbiano avuto modo di esprimersi senza ambiguità e in una pluralità di posizioni con chiare condanne a ogni episodio di violenza, in particolare stigmatizzando ogni azione tesa a causare vittime civili e la morte di persone innocenti, in riferimento agli eventi del 7 ottobre 2023.
molti Consigli Comunali italiani, tra i quali Firenze, Milano, Pescara, Modena, Ivrea, Napoli, il I municipio di Roma, Spoleto, Cosenza, e città marchigiane come Pesaro e Jesi, Regioni come la Sardegna, la Puglia e l’Umbria, solo per citare le realtà più importanti, abbiano approvato atti analoghi a questo e in altri si sia proceduto a depositare testi simili (a seguito di una campagna lanciata dalla Rete Pace e Giustizia in Medio Oriente);
il Comune di Senigallia, attraverso la Scuola di Pace V. Buccelletti, da oltre trent’ anni, promuove politiche di pace, solidarietà e dialogo tra i popoli senza condizionamenti politici o
ideologici;
EVIDENZIATO CHE
le recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che propongono lo sfollamento di milioni di palestinesi dalla loro terra natale per trasformare la Striscia di Gaza in un lussuoso resort, dichiarazioni corroborate anche dalla pubblicazione di un video, dove grattacieli, casinò, yacht e palme dorate si stagliano sulle rovine di un territorio ancora intriso del sangue di civili innocenti, hanno suscitato profonde preoccupazioni a livello internazionale rendendo il riconoscimento dello Stato di Palestina urgente e un passo cruciale verso una pace duratura e giusta;
l’obiettivo del governo Netanyahu non è solo quello di eliminare Hamas, ma soprattutto quello di costituire il Grande Israele, come dimostrano le numerose dichiarazioni pubbliche di esponenti politici, inclusi ministri del governo Israeliano, relative alla necessità di uccidere o sfollare i palestinesi da Gaza, nonché l’approvazione alla Knesset con una maggioranza di
71 voti a favore e 13 contrari, di una mozione che impegna il governo a procedere all’annessione della Cisgiordania occupata da Israele fin dal 1967 (Giudea e Samaria nel lessico biblico adottato dal governo Netanyahu);
l’ultima tregua in corso a Gaza è stata drammaticamente interrotta, senza preavviso, il 18 marzo 025, quando il Governo Netanyahu ha ricominciato nottetempo a bombardare la striscia provocando finora migliaia di morti civili di cui molti bambine e bambini, cifre purtroppo in continuo aggiornamento;
la prosecuzione del conflitto rappresenta una minaccia per la stabilità dell’intera regione mediorientale e alimenta tensioni, estremismi e cicli di violenza che si ripercuotono anche a livello globale;
i principali paesi arabi hanno avanzato una proposta unitaria per il futuro e la ricostruzione della striscia di Gaza che prevede investimenti per oltre 53 miliardi, che l’Unione europea e gli Stati membri dovrebbero sostenere attivamente e con determinazione;
la stessa opinione pubblica israeliana è sempre più contraria alle operazioni militari del proprio esercito: i sondaggi più recenti indicano che la maggioranza supporta la fine della guerra con uno scambio di prigionieri con Hamas; un recente editoriale sul quotidiano Haaretz titola “Nazioni del mondo, salvateci!” arrivando a chiedere all’Europa un embargo alle armi e la minaccia di interrompere le relazioni;
tale riconoscimento non solo equiparerebbe la Palestina agli altri Stati sul piano politico, ma rappresenterebbe anche un riconoscimento delle legittime aspirazioni del popolo palestinese a un proprio Stato sovrano. Inoltre, rafforzerebbe le tutele previste dal diritto internazionale, contribuendo a creare le condizioni per una ripresa equa dei negoziati di pace tra israeliani e palestinesi.
trentaquattro ex ambasciatori italiani in pensione, hanno scritto e indirizzato una lettera aperta alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, chiedendo un’azione immediata: “il riconoscimento nazionale dello Stato dì Palestina”.
PRESO ATTO CHE
il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha ribadito più volte il suo appello per un cessate il fuoco duraturo a Gaza e per il rilascio inc_ondizionato e immediato di tutti gli ostaggi, sottolineando la catastrofica situazione umanitaria a Gaza;
le Nazioni Unite hanno constatato una catastrofe umanitaria imminente e senza precedenti.
chiedendo un “cessate il fuoco” per consentire aiuti umanitari urgenti, compresi cibo, acqua, medicine, elettricità e carburante;
alla luce di quanto narrato e ai sensi dell’art. 6, commi 5, 6 e 7 dello Statuto comunale,
IL CONSIGLIO COMUNALE DI SENIGALLIA
pur non avendo competenze dirette in materia di politica estera, ma rappresenta una comunità democratica che non può restare indifferente di fronte a gravi violazioni del diritto umanitario e a una crisi umanitaria di tale portata
RICONOSCE
l’esistenza dello Stato di Palestina
E CHIEDE
al Parlamento e al Governo italiano, di:
riconoscere a tutti gli effetti lo Stato di Palestina come entità sovrana. che implica la piena legittimazione dell’entità palestinese come soggetto di diritto internazionale, con la possibilità di esercitare i propri diritti e doveri come uno Stato;
lavorare affinché altrettanto venga fatto anche presso il Parlamento Europeo; interrompere la vendita di armi a tutti i gruppi armati coinvolti nel conflitto impiegare tutti gli strumenti politici, diplomatici e di diritto internazionale per:
fermare l’escalation di violenza e di atti terroristici per arrivare al più presto ad un immediato ‘cessate il fuoco’ generale a Gaza, in Cisgiordania e in Israele;
mettere fine dell’occupazione dei territori palestinesi fermando la colonizzazione e l’annessione dei Territori Palestinesi;
rilasciare gli ostaggi e tutti i prigionieri detenuti illegalmente da entrambe le parti; implementare le operazioni di solidarietà internazionale rivolte alla popolazione della Striscia di Gaza;
IMPEGNA
l’Amministrazione comunale a farsi promotrice, ove possibile, di progetti di cooperazione internazionale e di gemellaggi con città palestinesi e israeliane, che condividano il valore della pace, del dialogo, del diritto internazionale e dei diritti umani.
Il Sindaco e la Giunta a:
- trasmettere il presente atto alla Presidenza del Consiglio dei ministri, ai Ministri competenti e alle Camere del Parlamento affinché l’Italia riconosca lo Stato di Palestina nelle sedi competenti e si faccia promotrice di analogo processo di riconoscimento presso l’unione Europea mediante ratifica da parte degli organi competenti;
2. dare massima diffusione del presente Ordine del Giorno alla cittadinanza e alle associazioni e inoltrarlo:
- al Presidente della Repubblica Italiana;
- ai Gruppi Parlamentari del Parlamento Europeo;
- al Presidente e ai Gruppi del Consiglio Regionale delle Marche
- ai Sindaci e ai Presidenti dei Consigli comunali delle città marchigiane.
- l’istituzione comunale, anche attraverso la Scuola di Pace del Comune, ad organizzare sul territorio incontri pubblici per sensibilizzare la comunità, per far crescere la conoscenza del conflitto e la consapevolezza della gravità del momento, e a dare massima pubblicità alla presente determinazione attraverso tutti i mezzi di comunicazione e dì informazione.
3. l’istituzione comunale, anche attraverso la Scuola di Pace del Comune, ad organizzare sul territorio incontri pubblici per sensibilizzare la comunità, per far crescere la conoscenza del conflitto e la consapevolezza della gravità del momento, e a dare massima pubblicità alla presente determinazione attraverso tutti i mezzI di comunicazione e dì informazione.




