35 dei 50 Stati in tutto o in parte Europei, riconoscono lo Stato di Palestina, ben presto altri potranno aggiungersi, tenuto conto che fra i 15 Stati Europei che ancora non lo hanno fatto, ce ne sono 4: Danimarca, Estonia, Grecia, Liechtenstein, che hanno espresso voto favorevole alla risoluzione approvata dall’Assemblea Generale dell’Onu che riconosce la Palestina come qualificata per diventare membro a pieno titolo delle Nazioni Unite.

Quattro quinti dei membri Onu riconosce la Palestina come Stato

Stato di Palestina con capitale Gerusalemme-est, Cisgiordania e Striscia di Gaza
Stato di Palestina con capitale Gerusalemme-est, Cisgiordania e Striscia di Gaza

Lo Stato di Palestina a livello mondiale è oggi riconosciuto da 158 (+1: Stato Città del Vaticano) Paesi su 193. Il processo iniziato nel 1988, e da allora il 82% degli Stati membri dell’ONU e circa l’90% della popolazione mondiale, hanno sostenuto la proclamazione dell’allora leader dell’Olp, Yasser Arafat. Il numero destinato a crescere ancora.

Dei 193 Stati membri dell’Organizzazione delle nazioni Unite (Onu), ben 158 oggi riconoscono il diritto dei palestinesi di esistere come entità geografica e politica. Tra i 35 mancanti figurano all’appello Stati Uniti e 11 membri della Ue.

Il 23 Settembre 2025, anche il Belgio ha ufficialmente riconosciuto lo Stato di Palestina. Lo ha dichiarato il primo ministro Bart De Wever a margine dei lavori dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

“Con questa decisione – ha affermato De Wever – il Belgio lancia oggi un forte segnale politico e diplomatico al mondo, unendosi al gruppo di Paesi che hanno annunciato il riconoscimento dello Stato di Palestina”.

Il premier ha precisato che l’avvio effettivo amministrativo delle relazioni diplomatiche, inclusa l’apertura di un’ambasciata belga e la firma di accordi internazionali, avverrà “una volta raggiunti gli obiettivi fissati dalla Dichiarazione di New York”.

La scelta di Bruxelles segue quella di altri governi occidentali: il presidente francese Emmanuel Macron aveva reso nota la decisione di Parigi poche ore prima, mentre Australia, Canada, Regno Unito e Portogallo avevano annunciato il loro riconoscimento già nella giornata precedente. (Francesca Serra)

La Danimarca annuncia un ‘cambio di posizione’ sulla Palestina

Il 22 Settembre 2025, il ministro degli Esteri danese a New York per l’Assemblea Onu ha dichiarato: “desideriamo cambiare la nostra posizione, affinchè non sia Israele, ma il popolo palestinese stesso, a prendere le decisioni e ad agire in modo che la Danimarca riconosca la Palestina.

Questo è qualcosa che speriamo di poter fare”. Lo ha detto il ministro degli Esteri danese Lars Loekke Rasmussen annunciando che in giornata fornirà dettagli più precisi in merito a quali ritiene essere i criteri necessari per un riconoscimento della Palestina da parte di Copenaghen.

“Finora abbiamo di fatto concesso a Israele il diritto di veto sulla questione, poiché abbiamo affermato che il riconoscimento danese della Palestina avverrà solo quando sarà stata negoziata una soluzione a due Stati”. (ANSA).

Finlandia 24 settembre 2025

Dichiarazione del Presidente della Repubblica di Finlandia, Alexander Stubb, al dibattito generale dell’80a sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York (estratti sulla questione palestinese)

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…Israele non ha il diritto di violare il diritto internazionale in Palestina…

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In Medio Oriente, i civili di Gaza stanno vivendo immense sofferenze. La crisi umanitaria, sempre più grave, ha raggiunto livelli insopportabili e rappresenta un fallimento del sistema internazionale. Allo stesso tempo, Hamas continua a tenere in ostaggio gli ostaggi che ha preso e molti hanno già perso la vita.

È necessario un cessate il fuoco immediato a Gaza. Gli aiuti umanitari devono poter accedere in modo sicuro e senza ostacoli. Gli ostaggi devono essere rilasciati.

Apprezzo gli sforzi compiuti dalla Francia e dall’Arabia Saudita per promuovere la soluzione dei due Stati .

I negoziati devono soddisfare le esigenze di sicurezza israeliane e palestinesi e il diritto palestinese all’autodeterminazione, nonché la sua legittima aspirazione a uno Stato e a una sovranità nazionale. L’occupazione iniziata nel 1967 deve cessare e tutte le questioni relative allo status permanente devono essere risolte. Di conseguenza, i Paesi che non hanno riconosciuto Israele devono farlo.

Allo stesso tempo, la comunità internazionale deve sostenere e rafforzare l’Autorità Nazionale Palestinese affinché possa governare efficacemente l’intero territorio palestinese. Questa è l’unica opzione praticabile per raggiungere una soluzione a due stati. Una Palestina stabile apporterà inoltre significativi benefici alla sicurezza di Israele.

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Tipo di documento: Osservazioni , Dichiarazione

Paese: Finlandia

Argomento: Accesso e movimento , Conflitto armato , Striscia di Gaza , Ostaggi , Occupazione , OLP/Palestina , Questione palestinese , Autodeterminazione , Relativo alla statualità , Soluzione dei due Stati

Data di pubblicazione: 24/09/2025

URL di origine: https://estatements.unmeetings.org/estatements/10.0010/20250924090000000/NnCuNMUm_Mysr/JvAfdFlKWVoAv_nyc_en.pdf

La Dichiarazione di Venezia della Comunità Economica Europea del 12 e 13 giugno 1980 è la prima in assoluto in cui viene abbozzata la formula “due popoli, due Stati”.

Il 17 dicembre 2014, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sul riconoscimento dello Stato di Palestina, che ribadisce “il proprio fermo sostegno a favore della soluzione a due Stati basata sui confini del 1967, con Gerusalemme come capitale di entrambi gli Stati e con uno Stato di Israele sicuro e uno Stato di Palestina indipendente, democratico, territorialmente contiguo e capace di esistenza autonoma, che vivano fianco a fianco in condizioni di pace e sicurezza, sulla base del diritto all’autodeterminazione e del pieno rispetto del diritto internazionale”.

La risoluzione è stata redatta da cinque gruppi politici ed è stata approvata dall’intero Parlamento con 498 voti favorevoli, 88 contrari e 111 astensioni.

Sostegno alla soluzione dei due Stati

L’11 settembre 2025, il Parlamento Europeo … invita le istituzioni e i paesi UE a compiere passi diplomatici per garantire l’impegno verso la soluzione dei due Stati, con progressi politici concreti verso la sua realizzazione, in vista dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del settembre 2025. Sottolinea la necessità di una completa smilitarizzazione a Gaza e dell’esclusione di Hamas dal governo, chiedendo il ritorno di un’Autorità palestinese riformata come unico organo di governo.

Secondo i deputati, la creazione di uno Stato di Palestina è fondamentale per la pace, la sicurezza di Israele e la normalizzazione regionale. Inoltre, invitano gli Stati membri a valutare la possibilità di riconoscere lo Stato di Palestina per sostenere la soluzione dei due Stati. Risoluzione, adottata con 305 voti favorevoli, 151 contrari e 122 astensioni.

Il 27 febbraio 2015, in Italia la Camera dei Deputati ha approvato una mozione prevede il riconoscimento dello stato di Palestina. Il testo impegna il Governo “a continuare a sostenere in ogni sede l’obiettivo della costituzione di uno stato palestinese che conviva in pace, sicurezza e prosperità accanto allo stato d’Israele, sulla base del reciproco riconoscimento e con la piena assunzione del reciproco impegno a garantire ai cittadini di vivere in sicurezza al riparo da ogni violenza e da atti di terrorismo” e a “promuovere il riconoscimento della Palestina quale stato democratico e sovrano entro i confini del 1967 e con Gerusalemme quale capitale condivisa, tenendo pienamente in considerazione le preoccupazioni e gli interessi legittimi dello stato di Israele”. La mozione è stata presentata dal Partito democratico, sottoscritta anche da Psi, Pli e Pi-Cd. Il Governo si è detto favorevole. I voti favorevoli sono stati 300, 45 i contrari, 59 le astensioni.

I 35 dei 50 Stati Europei che riconoscono lo Stato di Palestina: Albania, Andorra, Armenia, Azerbaigian, Belarus, Belgio, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Cipro, Federazione Russa, Francia, Georgia, Irlanda, Islanda, Kazakistan, Lussemburgo, Malta, Monaco, Montenegro, Norvegia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, San Marino, Santa Sede, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Turchia, Ucraina, Ungheria.

  1. Albania
  2. Andorra
  3. Armenia
  4. Azerbaigian
  5. Belarus
  6. Belgio
  7. Bosnia Erzegovina
  8. Bulgaria
  9. Cipro
  10. Federazione Russa
  11. Francia
  12. Georgia
  13. Irlanda
  14. Islanda
  15. Kazakistan
  16. Lussemburgo
  17. Malta
  18. Monaco
  19. Montenegro
  20. Norvegia
  21. Polonia
  22. Portogallo
  23. Regno Unito
  24. Repubblica Ceca
  25. Romania
  26. San Marino
  27. Santa Sede
  28. Serbia
  29. Slovacchia
  30. Slovenia
  31. Spagna
  32. Svezia
  33. Turchia
  34. Ucraina
  35. Ungheria

I 15 dei 50 Stati Europei che non riconoscono lo Stato di Palestina: Austria, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Macedonia del Nord, Moldova, Paesi Bassi e Svizzera.

  1. Austria
  2. Croazia
  3. Danimarca
  4. Estonia
  5. Finlandia
  6. Germania
  7. Grecia
  8. Italia
  9. Lettonia
  10. Liechtenstein
  11. Lituania
  12. Macedonia del Nord
  13. Moldova
  14. Paesi Bassi
  15. Svizzera
Europa politica
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Le varie linee convenzionali di demarcazione tra Europa e Asia: A Linea di von Strahlenberg: Urali - fiume Emba - depressione del Kuma-Manyč; B: Linea Urali - fiume Ural - depressione del Kuma-Manyč; C: Linea dello spartiacque del Gran Caucaso
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